Napoli-Atalanta 3-2. Il ritorno di Cavani e Pandev

di Antonio Parrella

Il lungo digiuno dei due bomber più importanti degli azzurri è sicuramente una delle cause principali della crisi di risultati, nell’ultimo periodo di campionato. Il genio si può addormentare ma non morire e così i due attaccanti del Napoli, svegliatisi dal letargo,  hanno permesso agli azzurri di restare a galla, nel mare chiamato Champions League. La partita, però, è stata complicatissima. In vantaggio la squadra del Golfo più bello del mondo, con Cavani, per ben due volte, prima su calcio di rigore, per atterramento di Zuniga, e poi su azione, grazie ad una sponda del macedone Goran Pandev.  Il calcio soporifero degli orobici ha ipnotizzato i padroni di casa che due volte si sono fatti raggiungere:  al 30’ con uno sfortunato autogol di Paolo Cannavaro e al 27’ del secondo tempo grazie ad una bellissima giocata dell’ex German Denis. Solo negli ultimi minuti arriva il gol decisivo, quello dei tre punti, con una invenzione di Insigne che permette di aprire la difesa avversaria e spianare la strada del gol ai suoi compagni. Passaggio di Armero per Pandev e la rete si gonfia per la terza volta.
Buona la gara di tutti gli azzurri, in pagella non si scende sotto la sufficienza, anche se qualche errore di troppo può costare caro, soprattutto  contro avversari più blasonati. Difesa ancora timida, stesso giudizio per De Sanctis.
Nervosismo in campo per tutta la gara. Espulsi prima il direttore sportivo Riccardo Bigon e poi Walter Mazzarri, che attraversa il campo arrabbiatissimo e continua a vedere la gara sulle scale del tunnel che porta agli spogliatoi. Difficile, anzi ormai impossibile, parlare di scudetto, ma l’Europa è ad un passo. Il carattere c’è, non perdetelo di vista.  

Lo sport con la scienza e l’onestà. “Ricostruiamo Città della Scienza”, questo è lo striscione che ha fatto il giro di campo al San Paolo nel pre-partita. Aiutiamo questa città, da decenni martoriata, bisogna cambiare rotta e combattere chi la infanga. L’odio, la violenza e l’ignoranza bruciamoli con il fuoco della cultura.  

Napoli, 17/03/2013

 

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