Quando gli stessi napoletani non amano Napoli… ma gli occhi di Stendhal a McCann insegnano l’opposto.

 

di Antonio Parrella

 

« E fango è il mondo ». Con queste parole leopardiane si potrebbe dire molto. Il fango ha un valore forte perchè non è un pensiero, ma un'immagine molto concreta. In alcune liriche degli ultimi anni, infatti, Leopardi sembra assumere nei confronti della vita, del destino e del dolore un atteggiamento più deciso e più combattivo, "eroico". Questo di sicuro non è lo stesso fango di chi non ama la città baciata dal Golfo, ma in quest'ultimo caso siamo sulla linea della violenza talvolta nemmeno tanto mediatica, un vero disfattismo per gli occhi e il cuore. Quanto odio riuscirebbe a notare il poeta di Recanati verso i violenti che non vogliono cambiare. E se ci è riuscito "l'inventore" del pessimismo e delle "teorie del patimento" a diventare più combattivo, onestamente credo che il coraggio potrebbe far rinsavire anche i meno forti. La poesia e la cultura nei secoli hanno dato un grande contributo al cambiamento del mondo, un contributo reale, anche se per qualcuno sono solo parole al vento.
Gli artisti difficilmente riescono a non parlare di questa città:
« Su l’arenoso dorso, a cui riluce
Di Capri la marina
E di Napoli il porto e Mergellina».
Quei suoi occhi un po’ "bui" non ha potuto non farli splendere alla luce di una sirena affascinante seppur troppe volte umiliata.
Passando da Leopardi a Stendhal, uno dei maggiori rappresentanti del romanzo francese con Zola, Hugo e Flaubert, ricordiamo la sua "partenza obbligata" per non abituarsi a ciò che non può vedere altrove. "Parto. Non dimenticherò né la via Toledo né tutti gli altri quartieri di Napoli; ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell'universo".
E poi cosa pensa un irlandese della nostra città? Questa domanda potrebbe essere il titolo di un libro, ma le parole dello scrittore Colum McCann sono profonde e vere, non sono romanzate: “Napoli è la città più interessante che abbia mai conosciuto. Stratificata, contraddittoria, complessa, teatrale. Posso dire semplicemente che è bellissima. Molto più di quello che immaginavo. Mi ricorda per certi aspetti New York o il centro di Dublino, che sta ormai scomparendo. Napoli ha l’odore della vita. Delle cose che accadono.” Si è proprio vero, Napoli è viva, è vita, questa città non riesce mai a morire, nonostante si cerchi in continuazione di "staccare la spina", a volte anche di nascosto, come in un thriller.
Ricordiamo a tutti gli ”infangatori” (ad esempio la criminalità organizzata o chi semplicemente lo fa per sminuire una certa linea politica) che la macchina del fango è solo un'automobile a vapore, sullo stile del carro di Cugnot, gli onesti e le loro idee viaggiano a diesel dalla notte dei tempi. Napoli è nel cuore della gente, Napoli nel proprio DNA ha il "gene della cultura" che la rende forte come roccia. Cervantes diceva: "Benigna nella pace e dura in guerra". Guai a mettersi contro...dico io.


 

Napoli, 13/04/2012

 

 

 

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