Luci di speranza: dal kaamos al Vesuvio rosa

di Antonio Parrella

In un mondo dove conta più una poltrona in parlamento che un amico, in un mondo dove contano di più poche migliaia di euro che la dignità, cos’è la speranza?
La speranza è immaginare la neve su uno scoglio del lungomare napoletano, è aspettare un treno sul secondo e semi-abbandonato binario, è il kaamos di una notte finlandese, è aspettare che l’Italia cambi. La speranza a volte è sognare sapendo che si sta sognando, la speranza è un fiume inquinato, stretto e lungo dove un’imbarcazione non può passare e un povero uomo non può pescare ma, forse, un giorno ci riuscirà.
La speranza è fare a botte con la solitudine e rischiare di prenderle, la speranza è una stella nascosta dietro la triste e folle pazzia dell’uomo consumista. La speranza è dare più soldi ai poveri che alle banche. La speranza è costruire nuove scuole e comprare meno cacciabombardieri.
La speranza è affezionarsi ad una vecchia auto euro2 che quasi non va più, la speranza è il prezzo del carburante che continua a salire e una fonte di energia rinnovabile da realizzare, la speranza è una strada dove un anziano uomo, una sedia a rotelle e un bambino possono insieme camminare.
La speranza è anche ricordare la storia del passato, per debellare le cose più improbabili e tristi. La speranza è un camorrista travolto da un insolito destino, la speranza è il sorriso di un bambino, la speranza è un gattino che ti viene vicino, la speranza è un viaggio nello spazio e fermarsi in un bar su un asteroide. La speranza è pensare che gli extraterrestri veri li teniamo in casa e che nell’universo, per questo motivo, ci prendono in giro. La speranza è un giro in bicicletta, la speranza è una rastrelliera invasa di ruote, lucchetti e catene, la speranza è un autobus che passerà in fretta.
 La speranza è dare da bere ad un giovane africano e vedere sputare l’acqua perché non ha mai bevuto niente di frizzante nel suo paese. La speranza è quando non c’è la luna e ti illuminano le stelle, la speranza è un tramonto rosa d’inverno che si riflette sul Vesuvio imbiancato. La speranza è decidere di non credere più a nessuno, ma dopo cinque minuti ricredere in qualcuno. La speranza è il verso di una poesia di Totò : “Ogne semmana faccio na schedina: mm a levo 'a vocca chella ciento lire, e corro quanno è 'o sabbato a mmatina 'o Totocalcio pe mm' 'a ji a ghiucà.”
La speranza è la capanna che costruivo da bambino, la speranza è un cartone animato con il solito finale da nemici abbrustoliti, la speranza è un figlio che chiede quanto manca per il Natale, la speranza è, come cantava Pino Daniele, “in questo immenso che c’è fra le tue mani”.
La speranza non è una regione sconfinata, non è un pianeta, non è una spoglia pineta, la speranza siamo noi, che cambiando, cambieremo il mondo. La speranza non è un voto di scambio, la speranza è fare le scelte giuste.
Al posto di letame, rose e aragoste, a noi gente onesta, basta un gesto, basta un soffio di vento. Diamo ai nostri figli speranze nuove, condiamole con libri e spezie buone ma che non appesantiscano troppo il cuore. Tutti insieme e senza surreali idee come queste:
" Egizi, abbiamo lance, spade, mortaretti, tricche tracchi e castagnole. E con queste armi spezzeremo le reni a Maciste, a Rocco e ai suoi fratelli. Armatevi e partite!". Totò, con le sue battute celebri, faceva e fa riflettere, faceva e fa sorridere, sperando che la politica non faccia ancora ridere, sperando che una luce nuova si accenda su di noi. Bisogna fare in fretta, la speranza deve diventare realtà, perché,  come diceva Benjamin Franklin, chi vive solo sperando muore digiuno.

 
Napoli, 23/01/2013

 

 

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