Quando il calcio lancia messaggi positivi…

di Antonio Parrella

Martedì 15 novembre al Quirinale, nel Salone degli Specchi, l'Italia di Cesare Prandelli è stata ricevuta dal capo di Stato. A Buffon è toccato leggere il messaggio, un discorso che ha emozionato gli amanti del calcio e non solo: "E' un grandissimo onore essere qui con lei, Presidente, per questo saluto in occasione della partita di questa sera per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Siamo una popolazione e una Nazione ancora giovane e questo a volte ci fa cadere. Questa popolazione ha bisogno dell'appoggio di una classe politica coesa, colta e responsabile e di uno Stato presente da lei rappresentato e dalla sua figura pulita e capace". Parole che hanno toccato il cuore di Giorgio Napolitano, che ha risposto con una battuta al campione bianconero e della nazionale:"Ma oggi con questo discorso ha segnato un gol, qualche volta capita anche ai portieri".

Buffon ha continuato il suo discorso: "Tutti noi attendiamo delle risposte per ripartire dopo momenti di grandissima difficoltà. Noi cercheremo di fare il nostro sul campo e di onorare il nome dell'Italia sempre e comunque". Poi, il portiere ha regalato al Presidente della Repubblica la maglia dell'Italia e un pallone. Napolitano ha invece consegnato il Tricolore presidenziale celebrativo del 150esimo della fondazione dello Stato nazionale.

Felice in volto il nostro Presidente, un incontro tra persone perbene, come la stragrande maggioranza dei cittadini italiani. Prandelli, commentando la visita al Quirinale e il discorso di Buffon, ha detto: "Ci siamo tutti emozionati per il discorso di Gigi. Siamo particolarmente contenti ed orgogliosi per questa cerimonia con il Capo dello Stato". Poi il tecnico azzurro, a margine dell'incontro con i “nuovi italiani”, ha aggiunto che Balotelli, Osvaldo e Ogbonna erano "molto interessati" all’incontro.

Altri esempi positivi del calcio non sono poi così rari, come il caso del calciatore del Napoli Lavezzi. Spesso il ragazzo argentino viene criticato per il carattere definito poco domabile, ma il Pocho è in realtà una persona molto sensibile. Dopo il suo gol con la nazionale Argentina nella sfida contro la Bolivia, centinaia di messaggi sulla sua bacheca di twitter , da parte dei tifosi.
Attestazioni di stima da tutto il mondo, anche da diversi colleghi, compagni di squadra e amici. Ma c'è stata anche una festa improvvisata. E' avvenuta nel centro che Lavezzi sostiene a proprie spese per il recupero dei ragazzi bisognosi della sua città, l'Ansur ovvero l'associazione el niño del Sur, un'organizzazione che assiste fanciulli ed adole­scenti a Villa Gobernador. Qui i tanti ospiti, sia maschi che femmine, hanno organizzato addirittura una curva da stadio, intonando il coro inventato dai tifosi del Napoli: «Alè, alè, Pochooo, Pochooo». Presto Lavezzi aprirà un conto corrente anche in Italia per migliorare quel centro di accoglienza dove i bambini studiano, fanno attività sportiva, imparano a cucinare e soprattutto riescono ad essere più felici.
Della serie quando uno sport come il calcio non è solo vizi ma anche virtù.

Napoli, 16/11/2011

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