Napoli ancora sconfitto. Cala il gelo nelle notti di primavera.

Di Antonio Parrella

 

“Un minuto di raccoglimento, oggi si è spento un sogno…” faceva più o meno così una canzone del cantautore romano Claudio Baglioni. Queste parole sono probabilmente le più adatte per la fine del sogno Champions del Napoli, solo un vero miracolo potrebbe far tornare gli azzurri in corsa per il terzo posto.
La squadra di Mazzarri ha perso la forza e la lucidità, nessun reparto si salva nella gara con i bergamaschi di Colantuono. Difesa, centrocampo e attacco sono molli, troppo molli. Gli uomini in campo sembrano logori, consumati come rocce dal mare e dal vento, la solidità, comparsa a sprazzi nel corso del campionato, ha retto fino alla gara con il Chelsea e dintorni.
I marcatori dell’Atalanta, al 9' con Bonaventura, al 56' con Bellini, e al 67' con Carmona, non hanno trovato grosse difficoltà per trafiggere le maglie difensive dei partenopei. Grava inguardabile, Hamsik spento, Gargano entra più volte in confusione, ma la sufficienza non ha nessun nome e cognome dei padroni di casa. L’unica buona azione è proprio quella del gol del momentaneo pareggio di Lavezzi al minuto 11.
Bel contropiede con Pandev che serve il Pocho in area: primo tiro intercettato da Consigli, ma il Pocho respinge in rete al secondo tentativo.

Al San Paolo si sono registrati 35.519 spettatori per un incasso totale di 615.563,40 euro. Forse sono troppi per lo spettacolo espresso nelle ultime gare. Il Napoli è smarrito, Mazzarri ha perso il guinzaglio.

 

Napoli, 12/04/2012

  

 

 

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