Quello che non ti aspetti dalle pedonalizzazioni.

Da New York a Palermo…passando per Napoli.

di Antonio Parrella

C’è una sola strada da seguire, quella della cultura e dell’ambiente. E quando parliamo di cultura e ambiente ci riferiamo alla storia, alla vita, alla salute, alla natura. Anche ciò che impedisce lo sviluppo sostenibile, blocca tutto il resto.
Non è un caso che da New York a Palermo qualcosa sta cambiando, passando per Napoli, perché la nostra bella città c’entra sempre.
La discussione è spesso sulle pedonalizzazioni e sulle piste ciclabili, come se fossero un nemico da combattere a tutti i costi, come se la città fosse solo di automobilisti, non sempre civilissimi, e mai di ogni singolo cittadino, con o senza veicolo a motore. Forse dovremmo scrivere nella costituzione che l’Italia è una Repubblica fondata sulla mobilità sostenibile, sarebbe un vantaggio per tutti. Partiamo da qualche esempio che viene dal cuore del Mediterraneo.

A Taormina ci furono ampie resistenze prima che diventasse pedonale e adesso è una delle perle della Sicilia, meta di tantissimi turisti che arrivano da ogni parte del mondo.
 
In un anno di pedonalizzazione a via Maqueda, a Palermo, c’è stata la riapertura di diverse saracinesche (si parla di 19 nuove aperture, tra cui caffetterie, gelaterie e ristoranti) e anche in questo caso il comitato dei “No” ha perso.
A Catania si combatte per il Lungomare liberato, al momento è un evento occasionale di grande successo. Ogni volta, solitamente una domenica al mese, tanta gente si riversa in una ampia zona pedonale. È un segnale importantissimo non solo per l’ambiente, ma anche come richiamo per i turisti e i cittadini e quindi un fattore positivo per l’economia. Si potrebbe osare per un progetto definitivo, chissà, forse un giorno.

Anche a  Napoli c’è una lotta aperta, la pedonalizzazione del lungomare e dintorni non piace a tutti, soprattutto ad alcuni personaggi che ideologicamente non accettano cambiamenti. In realtà, in generale, le pedonalizzazioni sono gli unici veri cambiamenti che si possono toccare con mano e che oggi stanno rinfrancando il mondo. Inoltre, sono iniziati il 13 aprile gli importanti lavori di riqualificazione stradale nella zona orientale ( le prime arterie interessate ai lavori sono via Brecce a sant'Erasmo e di via nuova delle Brecce, a seguire via Emanuele Gianturco e via Galileo Ferraris ) e nella zona collinare (Via Camillo Guerra).
I lavori di totale rifacimento stradale consisteranno anche nella creazione di ampi marciapiedi con pista ciclabile, in una nuova illuminazione a led, nella messa a dimora di alberature, oltre alla riqualificazione dei sottopassi di via Gianturco e di via Ferraris e alla completa revisione e sistemazione dei sottoservizi delle quattro strade.
Le pedonalizzazioni italiane sono ricche di storia, di monumenti, di panorami mozzafiato, sono un mantello protettivo per i nostri luoghi più belli e significativi. Sono una campana che protegge le nostre città, noi e i nostri figli, dalle zone fortemente industrializzate e trafficate.

Questo sud che vuole ripartire, se pensiamo anche alla straordinaria città di Matera “Capitale europea della cultura 2019”, non può prescindere dalle pedonalizzazioni e dalla mobilità sostenibile. Non a caso uno studio fatto nella sempre magica New York spiega come le piste ciclabili e le pedonalizzazioni  migliorano l’economia locale (ecco il link: https://d3n8a8pro7vhmx.cloudfront.net/

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measuring-the-street.pdf?1351785187

Non prendeteci per folli, ma prendeteci per mano e portateci lungo strade senza auto e senza smog.

 

Napoli, 14/04/2015

 

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