Bisogna fare in fretta, qui già si muore…

di Antonio Parrella  

 

Perché vanno realizzate le Ztl e le pedonalizzazioni? Perché l’utilizzo delle bici e dei mezzi pubblici sono importante per gli spostamenti in città? Non si parla a vanvera ma ci sono studi che spesso vengono presi poco in considerazione dai mass media e da chi si occupa di mobilità e non si conosce il motivo di questo silenzio, un silenzio che fa male alla salute e alle tasche sempre più vuote negli ultimi anni.
A preoccupare la Comunità Europea e i cittadini italiani, non è solo l’inquinamento atmosferico, ma anche gli elevati livelli di rumore a cui siamo quotidianamente esposti nelle città. Uno studio commissionato dal Ministero dell’Ambiente olandese all’istituto di ricerca indipendente TNO mette in risalto che l’inquinamento acustico prodotto dal traffico causa danni al 44% della popolazione UE e costa 326 miliardi alla sanità comunitaria. I danni provocati vanno dall’ipertensione ai problemi cardiaci fino all’insonnia. L’inquinamento acustico nelle più grandi città d’Europa è monitorato dall’agenzia europea per l’ambiente (EEA).
In Europa, secondo i dati della piattaforma, le località più rumorose sono l’area industriale della Westfalia (in Germania) e l’area di Manchester (in Gran Bretagna). In Italia invece, le città più rumorose sono Bari, Napoli, Roma, Bologna, Genova e Torino. Anche i controlli effettuati nei mesi di febbraio e marzo 2012 dal Treno verde di Legambiente, confermano gli elevati livelli di rumore nelle città italiane: in ognuna delle otto città (tra cui Potenza, Napoli, Roma, Grosseto, Milano, Ancona ecc.) visitate dal convoglio ambientalista sono stati registrati decibel oltre la norma di legge, sia di giorno che di notte. I decibel più alti sono stati riportati a Roma, Milano, Genova e Napoli.
Sul sito www.mobilityweek.eu sono stati pubblicati di recente i risultati delle dieci città del Vecchio Continente che maggiormente si sono distinte in materia di mobilità urbana e sviluppo sostenibile: Napoli è tra queste, ma è ancora poco, bisogna fare di più, considerando che è stata la stessa Comunità Europea a chiedere all’ Italia misure risolutive per ridurre l’inquinamento atmosferico.
Il 19 dicembre 2012 è arrivata la sentenza da parte della Corte di Giustizia Europea che ha accolto il ricorso presentato dalla Commissione europea per l’inadempienza dell’Italia.
Chi è convinto che una mobilità sostenibile faccia male all’economia deve capire che è proprio l’inverso. Ad esempio, si legge su Il Fatto Quotidiano che usare la bicicletta fa bene anche all’economia, grazie ad uno studio nella città di New York che evidenzia un +49% in termini di vendite al dettaglio, risultato realizzato dai commercianti situati lungo le strade dove sono stati effettuati importanti interventi di sviluppo della rete ciclabile nella grande mela.
L’Italia e la UE però si contraddicono quando parlano di realizzazione di inceneritori, qui già si muore. Qui si muore e c’è chi addirittura pensa di protestare contro chi vuole rendere il lungomare di Napoli più vivibile, e così l’intera metropoli campana più a misura d’uomo, senza rendersi conto che il male è altrove, come nelle terre di Caivano e in tutta l’area Nord del capoluogo partenopeo fino alla zona Sud di Caserta. Discariche abusive e rifiuti tossici, la Terra dei Fuochi è un vero inferno. Per fortuna c’è chi lotta e alza la voce per tutti noi, dall’oncologo dott. Antonio Marfella al prete ambientalista don Patriciello, da Raffaele Del Giudice attuale presidente Asia al sindaco di Napoli Luigi de Magistris.
"Mi chiedo quanti italiani hanno avuto l'eroico coraggio di sorbirsi la trasmissione di ieri sera di Nicola PORRO. Semplicemente insopportabile. Italia mia, come sei caduta in basso! A me, con l'inganno, i giornalisti di Rai due hanno rubato due ore della mia vita. Due ore in piedi, a Giugliano,a sorbirmi le chiacchiere che si facevano in studio. L'ho fatto perché era importante dire agli italiani in ascolto che il VERO DRAMMA, che sta portando a morte il popolo campano NON sono i rifiuti CASALINGHI, ma le IMMONDIZIE INDUSTRIALI, interrate e bruciate a tonnellate nelle nostre campagne. Ancora ieri, il generale Sergio Costa con gli uomini della Polizia Forestale, ha individuato, a Caivano, un altro immenso campo strapieno di questa autentica maledizione. C'è di tutto in quella campagna. Ma proprio di tutto. Sembra di essere all'inferno. Non è la vecchina maleducata a far paura, ma i disonesti, disumani, ottusi criminali di cui anche Nicola PORRO e i suoi invitati in studio hanno preferito fingere di ignorare. Chissà perchè! Chissà perché! Ma vi pare che questo governo con tutti i problemi che ha, si preoccupa di noi? Dunque? Dunque, o sono i campani a sollevrasi in piedi, alzare la voce, accendere il cervello e farsi sentire, o saranno costretti a morire avvelenati." Parole forti quelle di Padre Maurizio Patriciello. Un uomo umiliato prima dal Prefetto di Napoli Andrea De Martino, nell’ottobre 2012, per aver chiamato semplicemente e soltanto “signora” il Prefetto di Caserta Carmela Pagano, poi dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, per  il collegamento a dir poco superficiale tra numero spropositato di tumori e “gli stili di vita”, una gaffe che un’alta carica del governo non dovrebbe mai fare e, ancora, da quella tv che ormai non ci rispecchia più.
C'è chi crede che bisogna vestirsi bene davanti al Padreterno, ma dall’aldilà non guardano alle apparenze. Soltanto “nudi” si può toccare il mondo. Che Dio ci aiuti.

 

Napoli, 11 Luglio 2013



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