Basta con le nuvole, rivogliamo “O’ sole mio”.
Atalanta-Napoli 1-0.

di Antonio Parrella


L’ambiente napoletano questa sera è triste, l’Inter di Stramaccioni va al sorpasso e la Juventus si allontana di sei punti, grazie alle vittorie, rispettivamente, con Sampdoria e Bologna . Allo stadio Atleti Azzurri d’Italia un bellissimo gol di Carmona stende i partenopei orfani di Cavani e Zuniga. In attacco Pandev non riesce a costruire e a far vedere le sue migliori doti tecniche e Insigne sembra aver perso lo smalto, quella sua spensieratezza dei vent’anni è sparita nel nulla. I poeti non sanno più poetare e il discorso diventa lineare e freddo, come l’autunno di questi giorni che si trasforma in inverno. Poi anche la sfortuna ha fatto la sua parte, ma l’imprecisione spesso è figlia di una cattiva condizione di forma e di un tecnico che probabilmente vorrebbe avere più calciatori in rosa o almeno alcune buone soluzioni per risolvere le gare. Bastano le parole di Walter Mazzarri nel dopogara per capire quello che è successo a Bergamo: “Abbiamo concesso solo una occasione all’Atalanta, abbiamo creato almeno sette o otto palle gol ma conta solo il risultato. Il punteggio dice che abbiamo perso
. L’assenza di Cavani? La rosa è questa, la palla non voleva saperne di entrare questa sera. Anche Hamsik da due passi ha sbagliato una grande occasione, se Marek avesse segnato sono certo che avremmo anche vinto. Se manca un vice-Cavani? Di calciatori non ne parlo mai, le mie considerazioni le esprimo alla società. Il Matador ieri ha svolto il provino decisivo ma non è stato disponibile. Edi non ha voluto rischiare, speriamo che possa giocare la prossima gara. Purtroppo è un calciatore sempre impegnato, è entrato in Europa League e abbiamo pagato il suo infortunio”.

Il mister si esprime anche sulla questione del suo rinnovo contrattuale, ma la risposta è nota: “Ne riparleremo a fine stagione”.
Una cosa è certa, a questa squadra mancano un paio di calciatori di qualità, ma gennaio non è così lontano e si dice in giro che il direttore Bigon sia già a lavoro da qualche settimana per portare rinforzi all’ombra del Vesuvio. I tifosi aspettano un po’ di “poesia”, nella terra della musica e del teatro non se ne può fare a meno.

Napoli, 31/10/2012

 

 

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