Milan-Napoli: 1-2. Un successo storico

di Antonio Parrella

Il San Siro non è uno stadio qualunque, è una bolgia che fa paura anche alle squadre migliori del campionato. Gli azzurri partono forte e il gol arriva quasi immediatamente, con una bella incursione al centro dell’area di rigore di Britos che anticipa tutti e insacca sottomisura, di testa. Improvvisamente la partita si addormenta e si vede anche rossonero, gli uomini di Benitez sono poco lucidi.

Il secondo tempo sembra avere gli stessi ritmi della prima frazione di gioco, ma solo fino all’ottavo minuto, quando arriva il terzo gol in campionato di Gonzalo Higuain. Un bolide che piega le mani ad Abbiati. L’argentino ha classe da vendere, l’amico di Diego non perdona.

Al minuto 59 arriva un rigore per il Milan, inventato, forse per rimediare al penalty negato dall’arbitro Banti nel primo tempo.

Balotelli va sul dischetto e fallisce, il portiere dalle grandi mani, Reina, è sempre più una garanzia. L’estremo difensore partenopeo si ripete in altre prodezze. Un vero muro, insuperabile, da ogni angolazione. Al minuto 69, Pandev entra al posto di uno spento Marek Hamsik. Dopo solo sessanta secondi, uno scambio interessante tra Matri e Balotelli è la prova per dimezzare lo svantaggio, infatti, il tiro del possente attaccante della nazionale colpisce la traversa. Nel finale arriva il gol di Super Mario e la partita si complica. Il diavole è “fetente” ma il ciuccio stanco e zoppicante, anche per l’impresa in Champions League con il Borussia, riesce a portare a casa tre punti importantissimi. A gara conclusa Balotelli viene espulso per proteste. Si prevedono guai per il bomber nato a Palermo. Il Napoli è primo a punteggio pieno. Il diavolo fa le pentole, ma per questa volta noi cuciniamo polenta.

L’intervista della settimana.
E’ chiaro che il Napoli vuole diventare ancora più forte. Intervistato dalla Rai per Dribbling, il direttore sportivo Riccardo Bigon ha risposto alle domande sul mercato di riparazione: "Io credo che non esista un club al mondo che non voglia non migliorarsi, ad ogni livello si può sempre fare meglio. E' il nostro dovere cercare di vedere cosa si può fare, poi ci sono momenti in cui hai le disponibilità e altri no.
Ma noi vogliamo continuare a crescere".

 Napoli, 22/09/2013


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