“Il punto” sul Napoli.
Il mercato, l’eliminazione, la prima di campionato e Napoli-Chievo 0-1

di Antonio Parrella

Il pallone è rotondo. L’unica certezza che ci resta di un calcio simile ad una camicia non lavata, ma inamidata e stirata dopo averla indossata in una giornata di agosto a 38 gradi Celsius.
L’Italia che esce dai mondiali, il nostro caro Napoli che fa promesse di scudetto senza acquisti roboanti e compromette da subito la qualificazione Champions, il “non nuovo” che avanza in Federazione e i De Laurentiis, padre e figlio, che peccano in comunicazione.
Chissà cosa penseranno i palloni e, poi, non tutti ricordano che questo sport ammaccato si gioca con i piedi e la sfera di cuoio. Lo sport non è solo soldi e poltrone, lo sport è anche amore e passione.
“Ci vuole molto coraggio a rotolare giù, in un contesto vigliacco che non si muove più e a mantenere la calma adesso  per non sentirsi un pallone perso” cantava Samuele Bersani in una sua canzone ricca di metafore limpide e piene di significato. Dopo il 2 a 1 sul Genoa nella prima di campionato è ancor più chiaro che la squadra partenopea ha buoni giocatori, ma anche limiti, difetti non colmati completamente dal mercato estivo.  Koulibaly (D, Genk), Andujar (P, Catania), Michu (A, Swansea), Gargano (C, di ritorno dal prestito al Parma), De Guzman (C, Villareal), David Lopez (C, Espanyol), forse, o quasi sicuramente, non basteranno  per conquistare il tricolore. Benitez lo sa? Probabilmente nel tragitto del viaggio vacanza a Liverpool avrà preso consigli dal poggiatesta (solitamente dice di utilizzare il cuscino), proprio per volare in alto, visto che parliamo di aerei e vette agognate. Invece, non è così, arriva la bestia nera dei partenopei, il Chievo. È subito ko al San Paolo nella prima gara interna, con una pessima prestazione degli azzurri. Higuain sbaglia un calcio di rigore nel primo tempo e poco dopo l’inizio della seconda frazione di gioco la squadra di Eugenio Corini passa in vantaggio con Maxi Lopez. Gli uomini di Benitez spingono, ci provano, ma di fronte al muro gialloblu non c’è nulla da fare. I veneti sono impenetrabili, è una gara perfetta, soprattutto del portiere Bardi. Al triplice fischio finale sono tante le contestazioni dei tifosi napoletani che giustamente chiedono di più da squadra e società.

Ci vuole molto coraggio, a mantenere la calma adesso,  per non sentirsi un pallone perso. Più o meno così continuava la canzone di Bersani. Manteniamo la calma e preghiamo San Gennaro che in questo periodo è sempre in vena di miracoli.

 

Napoli, 14/09/2014

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