LA STORIA DEI COGNOMI: rubrica di Fabio Paolucci

I Vessecchia di Colle Sannita 

Tra le più antiche famiglie di Colle Sannita (Bn), i Vessecchia sono documentati in loco fin dalle prime attestazioni parrocchiali tardocinquecentesche: nel 1588 è parroco Lodovico Vessecchia, mentre tra i battezzati degli anni 1583-1588 compaiono i nomi di Giovanni Giacomo, Pompilia e Sulpizia Vessecchia. La genealogia è accertata dal capostipite “Mastro” Michele Vessecchia, nato intorno al 1620 nella “Terra del Colle” e coniugato con Diana Iamarino dalla quale ebbe il sacerdote Giuseppe (n. 1655) e “Mastro” Dionisio Vessecchia (1657), unitosi in matrimonio con Angela Basile (1661). Dall’unione di “mastro Dionisio”, appartenente all'agiato ceto borghese degli artigiani locali, e Angela Basile nacquero, nell’ordine: Domenico (1680, coniugato con Libera Antonia Tedesco), Maria (1685, sp. Andrea Martuccio), Michele Angelo (1688, sp. Diana Palmiero), Caterina (1691), Lorenzo (1694, sp. Cristina Di Paola), Francesco (1697) e Giovanni (1700), e dal citato quintogenito Lorenzo discendono tutti i Vessecchia di Colle Sannita, essendo quest’ultimo padre di Giuseppe (1725, senza prole), Francesco (1733, sp. Maria Scrocca), Maddalena (1735) e Giovanni (1747, sp. Maria Germana Mastrodomenico). Dallo studio degli “Stati delle Anime”, conservati presso la chiesa madre di Colle Sannita, emerge che i vari nuclei familiari dei Vessecchia hanno dimorato per secoli, almeno dal 1690 fino agli anni ’50 dell’Ottocento, nell’area delle contrade “Piazza dell’Olmo” e “Porta di Rao” dell’antico borgo del paese, attualmente inglobate nello storico quartiere denominato “il Casale”. Notizie interessanti circa l’estrazione sociale dei Vessecchia agli inizi del XIX secolo si possono estrapolare dal particolareggiato registro dello “Stato delle Anime della Terra del Colle” dell’anno 1815: mentre a “Piazza dell’Olmo”, contrada d’origine della famiglia, risulta risiedere soltanto il nucleo familiare di Vincenzo Vessecchia del fu Francesco e Maria Scrocca, contadino di 50 anni coniugato con Eufemia Totarello e padre di cinque figli, nella contrada “Sopra il Piano” sono descritte le famiglie dei fratelli Vincenzo (anni 33), Saverio (25), Donato (36) e Lorenzo Vessecchia (27), contadini figli dei “furono” Giovanni e Maria Germana Mastrodomenico sposati rispettivamente con Orsola Martuccio, Giovannangela Piccirillo, Nicolina Piccirillo e Angela Rosa Lombardo. Sempre nella contrada “Sopra il Piano” vengono menzionati anche i germani Francesco, pastore di anni 17, e Innocenzo, “soldato dello sbandato esercito, celibe d’anni 24”, orfani di Giuseppantonio Vessecchia e Maria Iapozzuto. Dal punto di vista etimologico il cognome Vessecchia, registrato soltanto nel Comune di Colle Sannita, di difficile interpretazione, potrebbe derivare dal termine latino “vicia”, ossia “veccia” (pianta leguminosa), che ha dato luogo a molteplici toponimi italiani come Vessa, frazione di Bagno di Romagna presso Forlì, Vezza d’Oglio (Bs) e Vezza d’Alba (Cn).

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