LA STORIA DEI COGNOMI: rubrica di Fabio Paolucci

I cognomi di Mercato San Severino

I cognomi tipici di Mercato San Severino, antica e prospera cittadina nei secoli scorsi capoluogo dello “Stato di Santo Severino” confinante con il Principato di Salerno, sono, in ordine di diffusione: Iannone, Salvati, Grimaldi, Citro e Romano.

Iannone – Diffusissimo in Campania, particolarmente nei Comuni di Mercato San Severino, Napoli, Nocera Inferiore, Salerno, Fisciano, Marano di Napoli, Nocera Superiore e Baronissi, è la cognominizzazione in senso patronimico del personale Giovanni, appunto Ianni accresciuto nella forma Iannone, dall’ebraico Yehōchānān composto da Yehō- (o Yah), abbreviazione di Yahweh (nome proprio di Dio nella tradizione ebraica), e da chānān che significa “ebbe misericordia (o grazia)”, con il significato letterale di “il Signore ha avuto misericordia (o grazia)”.

Salvati – Tipico di Napoli, Mercato San Severino, Castel San Giorgio, San Giuseppe Vesuviano e Salerno, diffuso anche nella forma singolare Salvato in area partenopea a Castellammare di Stabia, Napoli e Frattamaggiore sul versante aversano, deriva da un cognome attribuito a trovatelli abbandonati presso istituti di carità o brefotrofi, oppure dalla cognominizzazione del nome di persona Salvatore, troncato per apocope (eliminazione o scomparsa di uno o più suoni alla fine di una parola).

Grimaldi – Tra i cognomi maggiormente diffusi in Campania, è originato dalla cognominizzazione del personale franco Grimald o dal nome longobardo Grimoald, da Grîmwald «potente con l'elmo» o «capo munito di elmo», nome del celebre re di quella stirpe: Grimoaldo (da *grima - «elmo» *waldaz - «potente; principe, capo»).

Citro – Attestato come nome di persona in area longobarda fin dalla metà dell’XI secolo (un “Citrus presbiter filius quondam Iaquinti, de locum Sancta Hagathe finibus Rotense” è documentato nel Codex Diplomaticus Cavensis in un atto del 1058), è diffuso principalmente nel salernitano e nell’area confinante irpina, a Montoro Inferiore. Una seconda ipotesi etimologica ricondurrebbe il cognome alla toponomastica, per la diffusione dei ceppi familiari Citro nell’area "citeriore" dell’antico Principato di Salerno, il 5 ottobre 1273 diviso da re Carlo I d’Angiò, con il diploma di Alife, in Principatus ultra serras Montorii e Principatus citra serras Montorii, ovvero Principato al di là delle montagne di Montoro (a nord) e Principato al di qua delle montagne di Montoro (a sud).

Romano – Panitaliano, ossia diffuso in tutto il territorio nazionale, registrato anche nelle varianti locali Romani, Romanelli, Romanello e Romaniello, deriva dal nome di origine slava Roman, o dal nome latino Romanus o da uno dei vari toponimi contenenti il termine “romano”.

 

 

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