LA STORIA DEI COGNOMI: rubrica di Fabio Paolucci

Dalla Spagna a di Napoli: i Guevara

La famiglia Guevara, o de Guevara, fu tra le più signorili ed antiche casate del Mezzogiorno, ove giunse dalla Spagna al seguito di Alfonso I d’Aragona. Il capostipite, Juan de Guevara, possessore della contea di Ognate in Alva (Castiglia), nel 1454 fu nominato “cavaliere del re” e ricoprì l’alta carica di Gran Sinscalco, tra i sette grandi Uffici del Regno di Napoli. Il figlio, Pedro, insignito col titolo di “marchese del Vasto”, sposò Isotta del Balzo, sorella della regina Isabella, moglie di Federico d’Aragona, e fu uno dei maggiori cospiratori della congiura del 1485 contro Ferrante I d’Aragona. Nel 1439 alla nobildonna Eleonora de Guevara, principessa di Altamura, duchessa di Andria e di Venosa, contessa di Acerra, consorte del conte di Lagni Lodovico di Lucemburg, fu attribuito l’appellativo di “Serenissima”, titolo concesso dai regnanti soltanto ai rappresentanti delle più prestigiose stirpi dell’alta aristocrazia. Aggregati all’ordine Gerosolimitano nel 1551, imparentati con nobilissime dinastie quali i d’Avalos, i del Balzo, i Sanseverino, i Dentice, i d’Anna, i Suardo e i Filangieri, i Guevara furono duchi di Bovino (1575) e Castellairola (1638), marchesi di Arpaia, conti di Potenza, Ariano e di Savigliano (1700), nonché feudatari di Aliano, Buonalbergo, Montecalvo, Monteleone e di Vignola. La famiglia fu aggregata al Patriziato napoletano del Seggio di Nido e, dopo l’abolizione dei sedili nobiliari, fu iscritta nel Libro d’Oro napoletano nella persona di Giovan Battista (n. 1819), patrizio napoletano, duca di Bovino e Castellairola, conte di Savigliano, coi predicati di Greci, Castelluccio dei Sauri, Panni, Orsara e Montellaro. Tra i numerosi personaggi famosi annoverati nella genealogia, celebre fu don Francesco de Guevara, alla fine del XV secolo nominato da Carlo V Governatore a vita dell’isola d’Ischia. Ancora, don Ingo-Velez de Guevara y Taxis, 8º conte d’Oñate e 3° conte di Villamediana (Madrid , 1597-1658), creato vicerè di Napoli dal 1648 al 1653 da Filippo IV d’Asburgo-Spagna, domò la sommossa dei Pignatelli di Monteleone in Calabria e diede impulso alla cultura e all’arte favorendo l’Accademia degli Oziosi, promovendo il dramma musicale nei teatri e disponendo il restauro del Palazzo degli Studi, oggi Museo Archeologico Nazionale. Fu coadiuvato dal fratello Beltran, suo luogotenente. Richiamato in patria da re Filippo IV per essere entrato in contrasto con la nobiltà della Capitale, lasciò a Napoli i figli don Pietro, marchese del Vasto e Gran Siniscalco, e don Antonio, conte di Potenza, progenitori delle successive diramazioni dalla famiglia in Italia. Ben noto, tra le principesche residenze dei Guevara, fu lo splendido palazzo fatto edificare nel 1752 a Recale, in Terra di Lavoro, che divenne punto di incontro per nobili, grandi artisti, poeti, letterati ed uomini illustri. Lo scudo di famiglia è inquartato, nel 1° e 4° d’oro a tre bande d’argento, filettate di nero e caricate ciascuna da tre fiocchetti d’ermellino (Guevara), oppure nel 2°e 3° di rosso con cinque foglie di pioppo d’argento disposti 2-1-2 (Guevara Suardo).


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