LA STORIA DEI COGNOMI: rubrica di Fabio Paolucci

D’Acunto, da Vietri sul Mare e Cetara

 

Cognome diffuso in Campania principalmente nel salernitano ed in area partenopea, deriva dall’antico patronimico nato dalle due forme cognominali interscambiabili “di Cunto” e “de Cunto”, trasformatosi verso la metà del Seicento in D’Acunto e in seguito nelle varianti locali D’Acunzo, D’Acunzi, e D’Acunti. Il ceppo dei D’Acunto del salernitano presenta come nuclei originari le antiche famiglie di Vietri sul Mare e Cetara, in origine “Casali” della città di Cava de’ Tirreni. Capostipite della casata vietrese è Antonio di Cunto, o de Cunto, vissuto nel XVI secolo, primo ad essere menzionato nei registri della parrocchia di San Giovanni Battista di Vietri per aver contratto matrimonio con Dianora Cantarella, donna del luogo. Da Antonio e Dianora nacquero sei figli: Pomilina (n. 1586 ca., sp. Aniello Frezza), Giovanni Andrea (n. 20/12/1588), Orlando (20/4/1591), Giulia (21/9/1594), Nicola (8/2/1597) e Giovanni Nicola (26/5/1599), tutti registrati con i cognomi de Cunto e di Cunto”. Di costoro, Giovanni Andrea sposò in prime nozze Andreana Frezza, dalla quale nacquero Giovanna (7/3/1612), Francesco Antonio (8/11/1613) e Matteo (1615 ca.) ed in seconde Isabella Tajano dalla quale ebbe Giovanna (10/10/1619); Orlando sposò Giustina Antonia Cantarella e fu padre di Catarina (10/7/1620) e Giovanni (27/12/1624); Nicola si unì con Ursolina di Stasio ed ebbe Giuseppe (29/3/1625) e Blasio (1627 ca.). La quarta generazione, discesa da Antonio de Cunto, è costituita da: Giovanni Andrea Carmine (9/10/1658), Teresa (1/3/1664), Domenico Mario (8/9/1666), Grazia Palma (12/4/1669), Marta (4/8/1671) e Rosa Sabbata (1/8/1676) figli di Francesco Antonio Di Cunto e Anna Manna; Agata Margarita (10/8/1658) e Andrea Giovanni (4/3/1660, primo ad essere registrato con il cognome D’Acunto) figli di Matteo de Cunto e Catarina della Monica; Onofrio e Domenico Antonio, nati alla fine del ‘600 da Giovanni del fu Orlando; Dianora Carmina (16/10/1653), Agnese (5/9/1657), Nicola Francesco Giovanni Battista (5/9/1659), Barnaba Gaetano (11/6/1662), Ursola Marina (26/3/1664), Giuditta (29/11/1664) e Salvatore Donato (6/8/1666), prole di Blasio di Cunto e Lucrezia Cantarella. A partire dalla citata generazione, il cognome di Cunto/de Cunto inizia a trasformarsi nelle forme De Acunto, Di Acunto e, finalmente, D’Acunto. Nel Settecento, i D’Acunto di Vietri sono rappresentati dal capofamiglia Onofrio (n. 1698 ca., “farenzaro”, sp. Orsola Di Mauro) e dai suoi figli Mariangela (n. 1729 ca.), Nicola (n. 1730 ca., sp. Anna De Santis, 7 figli), Domenico Antonio (n. 1734 ca., sp. Stella Cascetta, otto figli), Giovanni (n. n. 1736 ca.) e Carmina (n. 1741 ca.), capostipiti, insieme ai D’Acunto cetaresi, di tutte le ramificazioni nel salernitano. L’originaria condizione sociale è desumibile dall’analisi del Catasto onciario della città di Cava, redatto nell’anno 1755, nel quale i D’Acunto dei casali di Vietri e di Cetara sono quasi tutti censiti come “pescatori” e “marinari”, con l’eccezione di alcuni braccianti e artigiani (calzolai, “farenzari” e “lavoranti di Cartaro”).

 

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