LA STORIA DEI COGNOMI: rubrica di Fabio Paolucci

I Carafa, antica e nobile stirpe napoletana



Antichissima e nobile famiglia, i Carafa discenderebbero dalla storica stirpe dei Caracciolo, dal ramo di tale casato detto “i Rossi”, soprannominato poi “dei Carafa” poiché, nel XIII secolo, erano concessionari di una tassa sul vino comunemente detta, appunto, “campione della carafa”. Una seconda tradizione riallaccia la famiglia ad un nobile cavaliere pisano dei Sismondi, il quale salvò la vita all’imperatore Enrico IV gettandosi tra lui e la lama di un attentatore. Il sovrano, abbracciandolo, gli avrebbe detto «Cara fè m’è la vostra», da cui il cognome Carafa. Un’ulteriore ipotesi, infine, li riconduce alla casata polacca dei Korczak, stabilitasi in Italia intorno all’anno 1000. La genealogia è accertata dal XII secolo con il capostipite Gregorio detto “de Caraffa”, con ogni probabilità figlio di Giovanni Caracciolo, e si divide nei due grandi rami dei Carafa della Stadera, con arma di rosso a tre fasce d’argento, con una stadera di ferro al naturale, originata da Tommaso di Bartolomeo, e dei Carafa della Spina, fregiati da stemma di rosso a tre fasce con una spina di verde posta in bandiera ed attraversante il tutto, discesi da Andrea Carafa, familiare della regina Giovanna I d’Angiò che seguì Carlo III di Durazzo nella guerra d’Ungheria. Ascritti al Patriziato napoletano del Seggio di Nido e, dopo la soppressione dei sedili nel 1806, iscritti nel Libro d’Oro delle famiglie nobili napoletane, i Carafa ebbero gli appellativi di conti di Mondragone, Ruvo, Maddaloni, Cerreto, Montecalvo, Nocera, Grotteria, Policastro e Santa Severina, marchesi di San Lucido, Corato, Montesardo, Brancaleone, Tortorella e Castelvetere, duchi di Andria, Castel del Monte, Alvito, Laurino, Maddaloni, Noja, Bruzzano, Forlì e Traetto, nonché principi di Chiusano, Stigliano, San Lorenzo, Belvedere, Colubrano e Roccella. Tra i componenti più illustri della casata vanno menzionati: Caratello Carafa, consigliere di re Alfonso V d’Aragona, dal quale ottenne la castellania di Girgenti nel 1443; Giovanni Pietro (1476-1559), salito al soglio pontificio con il nome di Paolo IV, papa dal 1555 al 1559; Andrea Carafa della Spina (†1526), condottiero e feudatario, luogotenente generale del vicerè spagnolo Carlo di Lannoy tra il 1523 e il 1526; Vincenzo, nominato Gran Priore d’Ungheria per meriti di guerra per aver partecipato valorosamente alla battaglia di Lepanto nel 1571; Francesco Maria (†1642), duca di Nocera, vicerè e Capitano Generale dei regni di Aragona e Navarra; Ettore (1767-1799), patriota, giacobino della Repubblica Partenopea; Giuseppe Antonio (1737-1815), avvocato, dottore “in utroque iure”, conte palatino e cavaliere della Milizia d’Oro, tra i principali attori della prima Repubblica Romana quale prefetto consolare nel territorio di Camerino; e Felice Ottavio (1831-1918), filosofo, ingegnere e architetto, autore de “Il nuovo Catasto del Regno d'Italia”. Ancora, celebri furono i cardinali Oliviero (1430-1511), Diomede (1492-1560), Carlo (1517-1561), Decio (1556-1626), Pier Luigi (1581-1655), Carlo (1611-1680), Marino (1764-1830) e Domenico (1805-1879).



 

 

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