LA STORIA DEI COGNOMI: rubrica di Fabio Paolucci

 

 

 

I BARTOLI, nobili di Montella

Antica e signorile famiglia, i Bartoli hanno origine nel Comune di Montella (Av) dove la loro presenza Ŕ documentata fin dalle prime attestazioni parrocchiali tardocinquecentesche e risulta estinta a partire dalla seconda metÓ del XVII secolo, a causa della violenta peste del 1656, che nel citato centro irpino caus˛ la morte di due terzi della popolazione (ben 1924 anime), e del trasferimento a Napoli e nel beneventano degli unici due rami familiari superstiti. Analizzando i registri conservati presso la chiesa di S. Maria del Piano di Montella si individuano principalmente quattro ceppi familiari, trascritti nelle forme cognominali interscambiabili Bartolo/de Bartolo/Bartoli, con sicura discendenza da un comune capostipite e divisi nei rami rappresentati da Fabrizio Bartoli (1585-1630), nobiluomo citato con l'appellativo di "magnifico" e pi¨ volte delegato alla soluzione di problemi pubblici; Giovanni Battista (1608-1638 ca.), medico e abate, con ogni probabilitÓ fratello del precedente; Donato Antonio (metÓ XVI sec.-1607) e Gasparro (metÓ XVI sec.-1594), di agiate condizioni economiche e sociali. Mentre si estinguono verso la metÓ del XVII secolo i rami originati da Donato Antonio e Gasparro Bartoli, da Fabrizio e dall'abate Giovanni Battista discendono nobili famiglie che giunsero a godere di grande fama nell'antico Regno delle Due Sicilie grazie all'attivitÓ politica e professionale, soprattutto in campo medico, in cui si distinsero i componenti di tale casato. Da Fabrizio Bartoli (o de Bartolo, come viene trascritto nei registri parrocchiali), coniugato con Daria Verderosa ed in seconde nozze, nel 1595, con Vittoria Moscella nacquero, nell'ordine: Giovanni Grazio (1591), Bartolomeo (1593-1610), Angelo Andrea (1596-1663), Giulia (1599-1657), Tommaso Pasquale (1602), Giovanna (1603-1605 ca.), Giovanna (1606-1657) e Francesco Domenico (1608), e fra costoro emersero i citati fratelli Angelo Andrea, sindaco di Montella nel 1630 e nel biennio 1642-43, e Francesco Domenico, padre domenicano deceduto a Taranto nel 1654. Ancora, tra i figli di Angelo Andrea, sposato con la nobildonna Vittoria Coglia, vanno menzionati Giacinto Sabastiano Bartoli (1630-1676), medico dal 1654 e abate dal 1660 al 1663, docente universitario a Napoli per le cattedre di Anatomia, di Chirurgia e di Filosofia, autore di rivoluzionarie opere nel campo della medicina e ideatore di un termometro, e Giuseppe Bartoli iscritto al Collegio dei Dottori in Utroque Iure nel 1670 e Cassiere del Sacro Monte di PietÓ, entrambi trasferitisi nella cittÓ di Napoli. Di grande importanza fu anche il casato dell'abate e medico Giovanni Battista Bartoli (1608-1638 ca.), il cui figlio Giovanni Giacomo, dottore in Legge, ebbe il titolo di Signore di Castelpoto (Bn) dal 12 ottobre 1627: da costui discendono, in ordine di generazioni, Gennaro I (1650-1683), barone di Castelpoto, Domenico Antonio (1675 ca.-1702), barone, iscritto al Patriziato di Benevento nel 1695, e Gennaro II (prima metÓ del XVIII sec.-1763), primo duca di Castelpoto dall'anno 1718.