Made in sud: quando la battuta fa riflettere.  

di Antonietta Mirra

 

Da tre settimane è tornato l’imperdibile appuntamento su RaiDue del programma rivelazione degli ultimi anni: Made in sud. Giunto alla sua quarta edizione in Rai, lo show che incarna la comicità meridionale, ripropone ancora una volta la medesima schiera di conduttori, accattivanti e divertenti al punto giusto. La coppia partenopea formata da Gigi e Ross che riconferma la sua inossidabile presenza, l’affascinante bellezza calabrese e tutta “Briatore” di Elisabetta Gregoracci e la napoletana Fatima Trotta, la “brutta” di turno che poi tanto brutta non è. Il programma di Paolo Mariconda e Nando Mormone, viene trasmesso dall’Auditorium di Napoli e conta più di quaranta artisti che durante ogni serata si esibiscono mescolando il loro talento comico con un’immancabile riflessione sulla società e sulle ideologie del nostro tempo. Del resto la comicità fine a se stessa non ha mai fatto ridere più di tanto. Quando invece diventa riflesso e soprattutto testimonianza delle problematiche figlie della nostra attualità, essa diventa un mezzo attraverso cui raggiungere una più profonda consapevolezza e il bello sta proprio che nel farlo si avvale di una risata.

Ammettiamo pure che nessuno vuole intristirsi sentendo sempre parlare degli stessi problemi. A questo ci pensano già i telegiornali e i vari programmi pseudo veritieri sparsi un po’ in giro. Quello che ci vuole invece è la comprensione e la riflessione attraverso un sistema che venga recepito dalla nostra attenzione in modo più naturale e perché no, divertente. E’ quello che accade quando la comicità diventa spunto di riflessione o addirittura mezzo attraverso cui conoscere e capire certe cose.

Un esempio è un monologo di Paolo Caiazzo, in arte Tonino Cardamone, tenuto a Made in sud, qualche tempo fa. Egli, attraverso la sua verve artistica, divertente ed irriverente, non priva di un intercalare napoletano e molto “terrone”, racconta la storia del Risorgimento Italiano. Apparentemente sembrerebbe un’esibizione qualunque, ma riflettendo è possibile cogliere una verità tanto sorprendente quanto allarmante. La vena comica di un’artista è percepibile anche nella sua capacità di non rendere una risata fine a se stessa, ma di comunicare qualcosa, che possa restare anche quando tornerà il silenzio.  

 

Sul palcoscenico di Made in sud si avvicendano tante storie interpretate dai più incredibili personaggi, vecchie e nuove conoscenze del mondo della comicità. Molti di essi sono passati per altrettanti programmi di successo come Zelig o Colorado, approdando qui con la certezza di essere comici di valore capaci di crearsi una schiera di fan pronti a seguirli ovunque.

Il punto di forza è senza dubbio la comicità terrona. Made in sud è un programma in cui il dialetto e le espressioni del “parlato” la fanno da padrona a tal punto che uno dei personaggi più conosciuti è il professore Enzo Fischetti, il cui compito è quello di entrare in scena quando le espressioni dei cabarettisti sono diventate eccessivamente dialettali. Egli si prende la briga di tradurle permettendo poi al comico di turno di continuare indisturbato la sua performance. Inutile dire che la maggior parte degli sketch sono napoletani e che sono numerosi gli artisti che provengono proprio dalla Campania e che in questo divertente programma hanno trovato la loro “casa”.

La struttura è quella cabarettisco-teatrale e vede l’avvicendarsi continuo di attori che s’impongono per le loro recite parlate, fatte di monologhi o di dialoghi tutti rigorosamente terroni. Guai se non lo fossero, non sarebbe Made in sud!

 

Ciò che colpisce di ogni esibizione è sicuramente l’alone di consapevolezza che bene o male coglie qualsiasi discorso seppur esso sia avvalorato dalla più pittoresca comicità. C’è molto da riflettere ascoltando gli artisti recitare le loro battute perché esse nascono proprio dalla realtà, dai nostri problemi, dalle ferite del nostro mondo e dalle montagne insormontabili dietro le quali la nostra società e il nostro stato si sono rinchiusi.

Ogni volta che una battuta ci strappa una risata, è forse vero che quelle montagne sembrano diventare più piccole. Ma a noi non basta questo, noi dobbiamo abbatterle.

Cominciamo proprio con un sorriso e che esso possa servire a non dimenticare mai da dove veniamo e Made in sud è un bel modo per ricordarcelo!

 (Napoliontheroad, 31 marzo, 2014)

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