Il principe abusivo a teatro: un successo senza precedenti.

 

di Antonietta Mirra

 

Il principe abusivo in scena al Teatro Augusteo fino al 14 Gennaio 2016  è la versione teatrale dell’omonimo film realizzato da Alessandro Siani nel 2013, dove già compariva Christian De Sica.

 

La storia è semplice  e lineare e conquista immediatamente il pubblico come era già avvenuto al cinema ma c’è da sottolineare che a teatro l’atmosfera è assolutamente diversa.

Un Siani in perfetta forma con le sue battute buffe e popolari, mirate a mettere in evidenza il divario che intercorre tra la nobiltà e il popolo, perché lui interpreta un ragazzo senza arte né parte, che vive a Napoli, scroccando dagli altri e non guadagnandosi nulla in prima persona, accompagnato da una strana triade di compagni di avventura: due amici e una cugina lasciata dal fidanzato in piena pena d’amore.

 

Le situazioni sono incredibilmente esilaranti soprattutto quando la storia inizia davvero ad impreziosirsi con la comparsa di De Sica e del suo ruolo di ciambellano di corte, un personaggio che gli calza a pennello e mette in evidenza le sue doti di intrattenitore raffinato ed elegante.

La principessa di un regno di cui si conosce davvero molto poco, fatto di giardini immensi e fatati e di un castello da sogno, ha bisogno di aiuto per diventare realmente famosa e attirare la curiosità dei media. E’ proprio il ciambellano a proporle la soluzione: fingere di innamorarsi di un ragazzo povero e incuriosire in questo modo tutto il mondo. L’idea è accettabile e realizzabile in poco tempo. Infatti il ragazzo prescelto è proprio Siani che vive a Napoli, la città per eccellenza più povera e disastrata agli occhi dei nobili.

 

Il principe abusivo è una commedia che si basa sull’ironia, sugli sfottò, sulla rappresentazione dei contesti e contrasti napoletani rigidamente incastrati ancora nelle tradizioni e nella popolosità. Differenze enormi tra l’alta e la bassa società e soprattutto incursioni anche dotate di profondità e di riflessioni su ciò che viviamo oggi e come ci rapportiamo ad esso.

 

Le scenografie sono splendide. Quadri sullo sfondo che sono in perenne movimento, mobili e oggetti che si scambiano i posti all’interno di un luogo che diventa l’immenso contenitore di una storia che coinvolge e che sicuramente fa ridere perché vicina alla nostra quotidianità.

Non ci sono grossi cambiamenti rispetto al film, la trama è rimasta la stessa, l’unico cambiamento rilevante riguarda la presenza della musica e del ballo. Infatti Il principe abusivo a teatro è diventato un musical nel quale Christian de Sica canta e balla, oltre a recitare e dove riesce a mettere ampiamente in evidenza le sue doti artistiche che molto spesso sono state messe in ombra dalla partecipazione all’interno di film un po’ troppo commerciali. In queste piece invece dà ampio spazio alla sua vena interpretativa, coinvolgendo e ammaliando, rendendo perfettamente l’atmosfera degna di essere apprezzata fino alla fine.

 

La prima parte è più entusiasmante, scorre più veloce, caricata di battute mentre la seconda si sviluppa più lentamente. Del resto nella prima è la preparazione al plot principale che prende il sopravvento e dunque è il contesto napoletano ad essere messo sotto i riflettori, mentre nella secondo è l’amore, il legame sentimentale che lentamente si crea tra il principe abusivo e la sua principessa a rallentare un po’ il ritmo per dare maggiore spazio alla crescita delle emozioni e alla maturazione di quel sentimento che inevitabilmente, se dovrà essere vissuto, comporterà qualche sacrificio.

 

Del resto la lezione di vita è sempre la stessa: se vuoi raggiungere un obiettivo devi soffrire, devi mettercela tutta e devi anche essere disposto a cambiare se vuoi che i tuoi desideri si realizzino.

 

Il principe abusivo si conferma un successo da tutti i punti di vista. In scena a Napoli, già dall’11 Dicembre, più volte le date si sono prolungate per l’incredibile interesse del pubblico nel vedere Siani e De Sica all’opera. Per gli amanti dell’attore napoletano e per chi vuole godersi una commedia in tutta tranquillità e con un pizzico di magia, è da non perdere.

 

(Napolionthroad, 29/03/2016)

 

 

 

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