Il Museo Cartastorie e il Museo della Torture a Napoli:

 

la Storia che si racconta.

 

 

di Antonietta Mirra

 

Il 31 Marzo 2016 ha aperto a Napoli, il Museo Cartastorie, un museo altamente multimediale che si colloca all'interno dell'Archivio della Fondazione Banco di Napoli.

Il Palazzo Ricca ospita questo raccoglitore multimediale di migliaia di documenti che risalgono a pi di cinquecento anni fa, incentrati sulla storia, le tradizioni e la cultura partenopea.

 

Tutto questo possibile grazie all'installazione del progetto Kaleidos che permette a tutti i visitatori un vero e proprio viaggio senza limiti attraverso la carta e la parola. Un percorso che d la possibilit di vivere questa esperienza dal punto di vista multisensoriale, non solo in italiano ma anche in inglese.

 

La vita del popolo, le feste, le abitudini ma anche gli eventi pi importanti sono fruibili e conoscibili attraverso un archivio che conta pi di 17 milioni di nomi e 500 anni di storia di Napoli.

Un vero e proprio macro-racconto che si appoggia su tutta una serie di documenti, da quelli pi impensabili come la ricevuta di un pagamento, che possono rivelare curiosit davvero interessanti come ad esempio la scoperta che il costo del Cristo Velato fu di 500 ducati.

 

Il Cartastorie un museo che nasce con l'intento di narrare come una voce grande, unica e armonica capace di intrattenere i visitatori con aneddoti e particolarit mirati a svelare una precisa identit della nostra citt e di chi l'ha vissuta nel tempo che ci ha preceduti.

 

Un viaggio poetico ed immaginario, il cui nome, Cartastorie, gi di per s, invita a lasciarsi andare, prendere e accarezzare dalle parole e dalla magia di un incontro ravvicinato con una storia che ci appare lontana ma anche la nostra e lo sar sempre.

 

Non c' solo la storia narrata da questo punto di vista. Per coloro che sono attratti dagli aspetti pi malvagi, oscuri e macabri, a Napoli ha recentemente aperto il Museo delle Torture permanente dove possibile osservare da vicino pi di sessanta strumenti di tortura risalenti al XVI, XVII, XVIII secolo, con ricostruzioni attendibili risalenti all'800 e al 900.

 

La visita si sviluppa su due piani ed un sotterraneo oscuro ed inquietante dove gli spaventosi e deplorevoli oggetti sono accompagnati da pannelli didascalici e descrizioni in multilingue che permettono non solo la visione ma la comprensione fondata e plausibile del loro uso.

 

Strumenti come la gogna, il cerchio schiacciatesta, la scala di stiramento ed altri oggetti abominevoli e impraticabili dal punto di vista umano sono la testimonianza non solo dell'oscurit e dell'ignoranza di un periodo come il Medioevo ma diventano anche simbolo del coraggio, della determinazione e della tenacia del popolo napoletano nell'opporsi a qualunque forma di tortura e di barbaria.

 

Anche questo museo, come il Cartastorie, rappresenta un vero e proprio viaggio attraverso i simboli e i racconti che ci rappresentano e che hanno costruito le fondamenta del nostro passato. Purtroppo in questo caso si tratta di torture e di realt, e ricordare ci che i nostri avi hanno dovuto sopportare e subire non pu far altro che farci riflettere e comprendere ancora meglio ci che ci circonda.

 

(Napoliontheroad, 4/04/2016)

 

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