ACQUA ’E MAGGIO

di  Luciano Galassi

Recensione di  Anna Miele

 

 

 

      Acqua ’e maggio” si caratterizza per un’importante ricostruzione storica della cultura napoletana e, dal punto di vista della ricerca della sua “lingua”, è scritto con enorme forza e competenza filologica: ci sono espressioni ora crude ora tenere ora un po’ sarcastiche, ma sempre argute.

      È un libro capace di creare forti suggestioni e nel quale si percepiscono le vibrazioni di un’intensità emozionante; è in grado di catturare il vero spirito della tradizione partenopea e di cogliere la grande virtù e le radici di questo popolo, permettendoci di visualizzare cose altrimenti invisibili; descrive con dolcezza e passione la tenacia dei napoletani, eroici detentori delle loro tradizioni e della loro storia.

      L’accurata ricerca condotta dall’autore ne evidenzia l’empito descrittivo e la capacità non solo di raccogliere o studiare o conoscere, ma anche di appassionarsi e di farci appassionare: ci racconta e ci rende partecipi, accompagnandoci in un avvincente viaggio nel passato e nel futuro dei napoletani, attraverso la loro povertà e la loro forza nel non arrendersi mai, nell’attitudine del cercare e trovare sempre, nelle esperienze e negli eventi, un senso e un significato che vada oltre, che trasformi il mero subire nella saggezza del vivere. Significati che Luciano Galassi, attraverso colte citazioni ed un’attenta conoscenza della materia trattata, condivide instancabilmente con i suoi  lettori.

 

Milano,  19  maggio  2011