Romolo Valli, il volto della signorilità

 di Sabrina Marcon

 

Nella vita di tutti i giorni ci sono persone che vengono a mancare e si sente. Sempre si sentirà il vuoto intorno, e con molta difficoltà si potrà riempire. Nell'ambito del teatro napoletano e mondiale un esempio è di certo Eduardo, dopo di lui non dico il nulla, non sarebbe vero, ma di certo, un'altra cosa! Anche per il personaggio di cui vi parlo c'è un vuoto, ma in questo caso non ho trovato neanche un'altra cosa, solo il niente e nulla che gli somigli, vi racconto di Romolo Valli. Sono certa che parlando di lui, si pensi subito al grande teatro, quello impegnato, delle faticose e lunghissime regie come per il grande cinema. Oggi vorrei evidenziare, ma non in secondo piano, ricordare la sua figura di signore, nel più alto e nobile senso della parola. Un grande signore, fuori e dentro il set. Un intellettuale puro, un laureato in giurisprudenza solo per far felici i genitori, un atto di obbedienza per poi lasciare libero sfogo all’arte, da sempre nel cuore e nel sangue. Un uomo con la schiena dritta e il mento alto, pronto a spiccare un salto per andare da qualche parte, chissà! Anche la sua voce era soffice e precisa, elegante in tutto. Prestato anche al doppiaggio e alla radio, il suo timbro diede vita alla sua profonda cultura con la lettura di Marcel Proust e il suo immortale Alla ricerca del tempo perduto. Negli anni 70 fu direttore artistico del Festival dei Due Mondi di Spoleto e successivamente del Teatro Eliseo e del Piccolo Eliseo di Roma con Giuseppe Patroni Griffi e Giorgio De Lullo, compagno storico sia nella vita privata che nel mondo teatrale. Come le persone migliori, Romolo Valli ci lasciò anche troppo presto. Morì in un incidente stradale sull’Appia Antica, dopo aver recitato proprio all’Eliseo, a Roma. Vi consiglio di andare a vedere qualche sua opera e di farmi sapere se siete d’accordo con me!

21 luglio 2015

napoliontheroad

 

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