In quel di Napoli con l'intolleranza al glutine

di Sabrina Marcon

 

 

I problemi alimentari sono in crescente aumento, secondo alcuni studi, la popolazione è sempre più insofferente ad una alimentazione in qualche modo “taroccata” da agenti chimici e da mangimi pestilenziali. Sempre più spesso gli alimenti senza glutine, senza lattosio o lievito, occupano spazi negli scaffali dei centri commerciali. Con il tempo, alcune grandi marche hanno addirittura creato una linea apposta di alimentazione. Ristoranti e bar si stanno adeguando anche ad elevare al qualità, infatti qualche anno fa i senza glutine si trovavano solo in farmacia e, posso assicurarvi, che la qualità lasciava davvero a desiderare, la pasta aveva un retrogusto chimico e pesante che non invogliava, ora invece la qualità è praticamente pari. Bene, penso, che la chimica e la ricerca possano essere utili anche a gestire un problema alimentare con una buona scelta di cibi. Problematica che si abbatte su famiglie in cui ci sono bambini con invalidità alimentare. Ora la vasta scelta anche di dolciumi e biscotti, danno la possibilità ai genitori anche di variare un’alimentazione che sarebbe stata costretta da pochissime possibilità. Unico neo che ancora persiste è il prezzo: i prodotti costano ancora parecchio di più rispetto alla normalità. La speranza brutale che l’aumento delle intolleranze sarà costante, speriamo porti come unico dato positivo il calo dei prezzi. In quel di Napoli a me esplose quella al glutine, difficile gestire in una città dove l'alimentazione si basa su farine e affini! Ma con mio stupore, negli ultimi viaggi da nord a sud ho potuto notare la velocità con cui i mille negozi di alimentari si sia adeguata al fenomeno.  Di certo rispetto al nord, o almeno per mia esperienza personale, la città partenopea ha gestito i menù in maniera più celere. In pieno centro potrete degustare un'ottima pizza e birra. Quindi ancora una volta, niente da imparare....in una città che già sa!!

 

napoliontheroad 9 ottobre 2015

 

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