C'era una volta...una ferrovia anche a Nord!!

di Sabrina Marcon

Vorrei continuare il racconto sulla lunga storia dell'Italia ferroviaria, paese migliore di come lo trattiamo, almeno a livello geografico! Vero che è cominciato tutto a sud, ma il lungo fiume ferroviario si allunga e distribuisce per tutto il territorio. Le strade ferrate sono state capaci di bucare le montagne, unire borghi che non si sarebbero mai trovati, costeggiare golfi e coste tra le più belle del mondo. E ora, un patrimonio di tale rilevanza, è in gran parte definito: rami secchi. In qualche zona sono diventate patrimonio turistico, ma altre sono state scartate dai contabili di Trenitalia e da qualche altro ragioniere ministeriale. Per tutto il territorio si sviluppano centinaia di chilometri di strada ferrata abbandonata. In alcuni casi il disuso si è trasformato in pista ciclabile, quasi in obbligo con l’attenzione che i tempi moderni danno all’ecologia, in altri contesti invece le erbacce hanno coperto travi e ferraglia come vecchi ricordi. Anche l’idea di salvaguardia ecologica però non ha del tutto accontentato i nostalgici del vagone, come ad esempio la linea che collegava Venezia a Cortina d’Ampezzo. Nel profondo nord montano, una piccola linea molto usata e percorsa, allineava la laguna veneziana e la bocca di mare alle famose Dolomiti. Ferrovia a scartamento ridotto, ideata nel 1917, andata in funzione dal 1921 al 1964. Collegava Calalzo, Cortina fino a Dobbiaco. Questa linea oggi è stata in parte, trasformata in pista ciclabile, per altro molto apprezzata. Questo è un esempio di tratta dismessa negli anni del boom economico, delle grandi rivolte e delle auto per tutti! Ancora si rimpiange e i veneziani la ricordano con commozione.

C'è ancora chi ne parla e la ricorda come un momento di grande festa, l'idea di raggiungere la montagna in una sorta di arrampicata anomala, è ancora indimenticabile. Fu una delle prime grandi vittorie dell’asfalto e dell’auto sulla strada ferrata, grande vittoria pareva, di un’Italia che si sentiva grande e potente….peccato che a Venezia non ci sono ancora le strade e ancora veneziani che non hanno il vizio dell’auto!

 

napoliontheroad 5 giugno 2015

 

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