Bagnoli Jungle di Antonio Capuano

 

di Sabrina Marcon

 

 

Antonio Capuano, regista partenopeo, classe 1940, porta a Venezia, evento di chiusura della Settimana della Critica, un film forte, secco e graffiante: Bagnoli Jungle. Capuano è un regista che già conosciamo per aver aperto al mondo i volti nascosti di Napoli, “Luna Rossa” o “Pianese Nunzio”, senza troppe delicatezze e con tanta realtà. In questa pellicola è giunto il momento di Bagnoli, zona di Napoli devastata dalla chiusura dell'Ilva. Nel film si vedono tre personaggi che si sfiorano e si muovono tra le rovine di una fabbrica che ha dimenticato l'umanità e l'essere umano. Vediamo tre generazioni che rappresentano momenti di vita, tra la passata, la presente e quella che deve ancora venire. Si incrociano Marco, Giggino e Antonio. La cornice in cui si muovono è desolante, da l'idea di una Napoli e in modo particolare Bagnoli, che si era illusa di farcela e invece non ne ha avuto la forza. Li vediamo muoversi tra piccoli commercianti, casalinghe disperate, musicisti da strada, mafiosi e rappers locali. Si perdono e si ritrovano senza una regola, senza speranze e con poche volontà. “Bagnoli jungle” lascia l'amaro in bocca, ma non è una novità, Antonio Capuano ci ha abituato a delle riflessioni non solo partenopee. La solitudine e la deriva sono di tutto il paese, e lo vediamo nel film, di tutte le età. Il film ci dimostra chiaramente che non esiste il limite nello stare soli al mondo.

Gli attori sono davvero ottimi, troviamo il protagonista più anziano, Antonio Casagrande, grande attore nella cerchia di Edoardo De Filippo, è un ex operaio dell’Italsider che racconta storie mistiche su Maradona. Il figlio di mezza età, Luigi Attrice, si arrangia tra furti nelle auto, canzoni in trattorie e corre sempre non si sa esattamente se per fuggire o raggiungere qualcosa. E per ultimo c’è un ragazzo che fa il garzone di una salumeria, interpretato da Marco Grieco, che fugge dalle ingiustizie e dalle miserie in cerca di un vero sentimento.

Un film che cerca delle speranze e chissà se le trova.

 

 

napoliontheroad 15 settembre 2015

 

 

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