La dispettosa Cannes

 di Sabrina Marcon

 

Finita la kermesse cinematografica, Cannes 2015 lascia al nostro paese musi lunghi, mugugni e qualche lacrima. I nostri tre beniamini Nanni Moretti, Paolo Sorrentino e Matteo Garrone, sono tornati a casa a testa bassa. Ogni volta che gareggiano degli italiani, è tutto il paese a giocare e, in questo caso ad essere sconfitto. Già i rapporti con i vicini francesi non sono dei migliori, non lo sono mai stati, poi storicamente i napoletani ne sanno qualcosa, in più una giuria del tutto filofrancese non ha fatto altro che stoppare i sogni e anche i premi di consolazione. Credo che sia un concorso di colpa, è qui scrivo un giudizio del tutto personale iniziando dal nome più famoso. Nanni Moretti ha avuto molto dalla Croisette, facendo negli anni della massima gloria, lontano 2012, il presidente della giuria. Azzardo una mia interpretazione: non sarà che Moretti ha smesso di fare film sulle sue manie e ora piace meno? Il morettismo è finito, ma lui pensa di no? Se ci pensiamo tutti ricordano il vasetto di nutella gigante in Bianca, uno dei suoi film più folli, ma di certo morettiani. Non è che la vena dell'autocritica sia finita e con lei il suo buon cinema? Il secondo, Matteo Garrone si è buttato in un kolossal stile “Ammericano”, non è che si sia perso per strada? Il suo inizio è stato con Terre di mezzo, storia di immigrazioni cruda e poetica, per poi scoppiare nel successo di Gomorra di cui tutto sappiamo, e poi annegare nel film presentato a Cannes, “Il racconto dei racconti”. Di Paolo Sorrentino ne parlo con il cuore in mano, amato da subito, sia come scrittore che naturalmente regista. Capace di dare di Napoli e del sud un'atmosfera intellettuale e sofistica, persa dai fatti di cronaca sempre troppo cruenti. Li ho visti, rivisti e analizzati, con il suo attore preferito, Servillo, senza, con i colori della sua terra e le stesse atmosfere. 

Paolo sorrentino ha deciso, almeno questo sembra, di intraprendere un discorso del tutto onirico, “La grande bellezza”, aveva messo dei bei punti su una realtà sempre più discutibile e oscena. Sarà che è troppo complesso e non piace più? Forse questo non è stato il nostro momento, forse le tre corone non sono fatte per questi momenti, ma di certo coprivano in modo lineare tutta l'Italia: Moretti è nato a Brunico, nel bel mezzo del nord, Garrone è di roma e Sorrentino di Napoli....viva l'Italia!

 

29 maggio 2015

napoliontheroad

 

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