ImbRatatouille 

di Annalisa Lupo

Touiller, "rimestare" con cura un miscuglio di verdure miste; ebbene sì le nostre strade post elezioni si presentano così: esattamente come un’accozzaglia variegata di volantini combinata a residui di manifesti e quant’altro. Dopo l’ardua disputa oltre a premiare il vincitore delle elezioni bisognerebbe istituire un premio per elogiare chi imbratta di più strade e muri per fare campagna elettorale. Routine di ogni tornata, nulla di nuovo.

Manifesti affissi in zone non consentite che col passare delle ore e per effetto delle intemperie (o dell’onerosa pratica della “ricopertura” che porta ad avere strati su strati di manifesti sovrapposti e attaccati precariamente), rovinano giù dai confacenti spazi e vanno a fare compagnia ai volantini abbandonati per strada, cullati dal vento. Che dire, poi, della propaganda fonica che inquina acusticamente a qualsiasi ora del giorno (e a volte anche della notte)? O di quella figurativa su mezzi mobili che prolungando le loro fermate in luogo pubblico divengono (oltre che d’intralcio al traffico) quasi immobili, in violazione al divieto di propaganda fuori dagli appositi spazi?

Spazi assegnati ad alcuni, ma coperti da altri. Cambiamenti repentini che riferiscono di occulte missioni notturne per mutare la spartizione delle aree più in vista in città. Sotto campagna elettorale manifesti abusivi e volantinaggio selvaggio regnano per le strade delle città. E le sporcano.

Pre campagna elettorale, retate da SS producono un'infilata di “bollature” - accompagnate da multe - applicate dai vigili sui faccioni dei politici. Post elezioni solo degrado ed oblio. Infatti, se prima dei suffragi ci si preoccupa di assicurarsi che ognuno abbia pagato la tassa e sia autorizzato a propagandarsi in quella zona, post voto nessuno s’interessa in modo concreto della rimozione del materiale e della pulizia di muri e strade.

Ma cosa dice la NORMATIVA in merito agli SPAZI DI d’AFFISSIONE e LA PROPAGANDA ELETTORALE?

Oltre alle disposizioni per la parità di accesso ai mezzi d’informazione durante le campagne elettorali e per la comunicazione politica è prevista qualche norma che regola la “ripulita” successiva? Parrebbe che il tutto sia affidato all’opera dei collaboratori ecologici su cui nei giorni a seguire gli scrutini, ricade il compito di ridare dignità alle vie cittadine.

Dopotutto, come sempre più spesso ci capita di apprendere da sondaggi e misurazioni varie, l’influenza di questo genere di proselitismo urbano è nettamente in calo; il vecchio caro tabellone ricoperto da strati sovrapposti di carta colorata, strappata o imbrattata, ha un bassissimo indice di gradimento ed un’efficacia effettiva quasi nulla o comunque imparagonabile a quella di tutte le altre “armi di comunicazione di massa” social network in testa, televisioni, radio, comizi di piazza. 

Così su giornali e riviste capita di leggere di: “AUDACI” che cercano di adattarsi ai tempi moderni ed iniziano a twittare, si occupano dei temi Green e fanno della loro campagna vessillo della sostenibilità. O addirittura di “EROI” che non attaccano manifesti nei posti non consentiti, pagano le imposte di affissione, e si vagamente preoccupano di sporcare meno, rispettando semplicemente le regole quando, poi,  in realtà la deferenza alle più basilari regole del “viver civile” dovrebbe essere il minimo richiesto per chi si candida a rappresentare i cittadini e non un gesto da EROI.

Napoli, 27 febbraio 2013.

 

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