La Campania che pesca

Dal sovrasfruttamento del Mediterraneo ad una cattura di pesci ecosostenibile

di Annalisa Lupo

 

L'importanza di un approccio 'ragionevole' all’attività di pesca.  

Il 2013 si è concluso con l’allarme lanciato dalla coalizione internazionale OCEAN2012 e dal WWF in una lettera inviata agli europarlamentari italiani nella qual si faceva chiaramente presente che per quanto riguarda l’attività di pesca nel Mediterraneo si è vicini al punto di non ritorno.

La 'pesca profonda', una delle pratiche più controverse per l'impatto su habitat e su organismi marini che vivono in prossimità dei fondali, è la più praticata nel Mediterraneo, per la cattura di specie pregiate quali i gamberi.

Gli stock ittici globali versano in condizioni allarmanti: una quota parte dell’economia mondiale è legata all’attività della pesca diffusa nell’intero pianeta, per garantire il fabbisogno alimentare di tutte le popolazioni. Rilevante, è questa quota, specie in regioni costiere come la nostra. I fiumi e i laghi, ma soprattutto il mare, continuano ad essere interessati da un crescente prelievo di risorse che non prevede in modo sufficientemente adeguato un reintegro delle stesse.

 

Svariate le cause che stanno portando inesorabilmente verso un degrado senza via di ritorno dei mari, primo fra tutti l’inquinamento, ma non solo. L’impoverimento della fauna acquatica ad opera di una pesca smisurata e senza regolamentazione è una piaga che riguarda l’intero pianeta dal sud est asiatico ai freddi mari del Nord. Puntando lo sguardo su ciò che accade a casa nostra, la situazione non appare certo migliore. Nel mare nostrum, infatti, ogni giorno si combatte la battaglia che vede da una parte le esigenze economico-alimentari di chi della pesca ha fatto la propria fonte di sostentamento e dall’altro la comunità degli studiosi preoccupati dal baratro che si sta parando innanzi.

Una scorretta attività di pesca può essere altamente deleteria per i nostri bacini. Se si analizza l’intero iter ci si renderà conto che vi sono innumerevoli possibilità per agire in modo negativo nei confronti dell’ambiente. Procediamo con ordine: non tutti coloro che pescano sono autorizzati a farlo. Se non si è in grado di controllare che chi pesca abbia le necessarie licenze vien da sé, pensare, che non ci siano controlli sufficienti a verificare, nemmeno, che a chi è concesso farlo, lo faccia nel modo giusto; ovvero, corretto, in conformità con quanto stabilito dal disciplinare. Non finisce qui: una volta appurato che il pescato sia stato portato a terra da chi autorizzato e secondo modalità conformi alla legge, chi ci assicura che sia stato correttamente stoccato e che non subisca alterazioni di alcun genere prima di giungere sulle nostre tavole?

 

Al vaglio, a tal proposito, misure riguardanti tecniche innovative di conservazione e tracciabilità del pescato, come la possibilità di evitare l'uso di additivi chimici per ridurre il deterioramento del catturato, introducendo atmosfere modificate e confezionamento sottovuoto direttamente a bordo. A ciò si aggiunga la necessità di preservare, ad esempio attraverso misure di chiusura della pesca a strascico, gli 'essential fish habitat', cioè gli ambienti necessari al completo svolgimento del ciclo vitale delle specie, di modo da consentirne la riproduzione.

Novità rincuoranti sono arrivate, nei mesi scorsi, da Strasburgo, dove il Parlamento europeo, a fine Aprile, ha finalmente, dopo ben 5 anni, approvato il nuovo il Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP); concludendo così l’ultima parte della Riforma della Politica Comune della Pesca (PCP). Ciò in sostanza significa che viene demandata ad ogni singolo Stato la responsabilità di applicare le direttive Europee in tema di pesca sostenibile e viene, inoltre, rimessa agli stessi la decisione di come utilizzare i spettanti fondi in modo da poter “garantire un futuro alla pesca e ai pescatori”, come ha dichiarato Serena Maso: coordinatrice nazionale di OCEAN2012.

 

 

See more at: http://ocean2012.eu  

#Pesca #Sostenibilità #Gastronomia #Mediterraneo #Campania

 

04 Giugno ‘14

 

Condividi su Facebook