Fairphone: lo smartphone “giusto”.

Il punto: a 365 giorni di distanza. Tecnologia consumer verde alla portata di tutti. #WeAreFairphone.

 

  

di Annalisa Lupo

L’interessantissimo progetto di una startup olandese: lo smartphone etico, compie un anno.

Lo scorso autunno, iniziava l’avventura dello smartphone Fairphone: letteralmente telefono “equo”, “giusto”, la cui caratteristica principale è proprio quella di dichiararsi “responsabile”, nei confronti dei diritti umani e dell’ambiente. Fairphone al “prezzo politico” di 325 euro, si caratterizza sia per la ricerca di materiali il più possibile riciclabili e di facile smaltimento, che per le idee di sostenibilità umana che sono alla base della sua produzione.  A un anno di distanza dal suo lancio, ci sono oltre 50.000 proprietari di Fairphone in tutta Europa.

Un episodio senza precedenti, la sfida lanciata nel 2011 dal progettista olandese Bas van Abel e oggi finalmente tradotta in un prodotto reale, entrato nelle case di un gran numero di Europei, si basa sulla consapevolezza che la produzione di un device in scala non potrà mai essere al 100% ecologica, per la natura stessa dell’elettronica. Ogni smartphone contiene circa 40 minerali diversi, tra cui tungsteno, rame, ferro, nichel, alluminio, stagno, argento, cromo, oro e palladio. Tuttavia, è possibile ridurne al minimo l’impatto, affinché un terminale sia il più possibile environmental-friendly e lontano da logiche di sfruttamento. Così Fairphone è prodotto da uno stabilimento in Cina, dove i diritti dei lavoratori sono garantiti e lo stipendio è equo. Inoltre, il coltan in esso contenuto – un minerale essenziale per l’industria degli smartphone, responsabile di guerre e veri e propri genocidi in quel del Congo – proviene da giacimenti certificati lontani da organizzazioni criminali e bande armate.

A gennaio del 2013 l’azienda olandese Fairphone ha avviato una campagna di crowdfunding (raccolta di fondi dal “basso”) per capire se ci fosse mercato per uno smartphone di questo tipo, con elevati standard etici sia nell’approvvigionamento della materia prima, che nelle condizioni di lavoro che nelle politiche ambientali: chi voleva poteva già comprare sul sito dell’azienda, al costo di 325 euro, il suo Fairphone. Una volta raggiunte le 25mila prenotazioni (obiettivo centrato in soli sei mesi), si è dato inizio alla produzione della prima edizione.

L’intera comunità tecnologica guarda con estremo interesse questo smartphone le cui caratteristiche hardware e performance sono state messe in discussione sin dagli esordi, corredate da un alone di anacronistico scetticismo. Disponibile sul mercato con sistema operativo Android 4.2 Jelly Bean (liberamente ruttabile), dotato di un processore Mediatek 6589 quadcore, 16GB di memoria interna, display da 4.3 pollici, due fotocamere (da 8 e 1,3 Mpixel) e dual SIM (UMTS), per vendere punta tutto sulla sua eticità, fornendo componenti esterne completamente riciclabili, facile accesso all’hardware interno per riparazioni anche casalinghe e la batteria (da 2000 mAh) completamente rimovibile.  Al motto di: One step at a time, Un passo alla volta, l’idea e il prodotto hanno oggi compiuto un anno, gran parte degli acquirenti intervistati si dichiara pienamente soddisfatti del dispositivo, oltre del concetto da cui esso scaturisce. C’è da auspicare, dunque, l’uscita, nei prossimi mesi, di altri modelli, sempre più tecnologicamente evoluti, sempre più sostenibili.

 

More info: http://www.fairphone.com

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11 nov. 14

 

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