Eolico offshore

L’ultima frontiera dell’eolico in mare, Campania e Puglia le capofila.

di Annalisa Lupo

 

L’energia eolica non è altro che il frutto della conversione del vento, per mezzo di aereogeneratori, in una forma di energia di più facile utilizzo, come può essere, ad esempio, l’energia elettrica. L’insieme di più aereogeneratori collegati tra di loro in una rete di trasmissione d'energia costituisce un parco eolico. L’energia che si genera in questo modo è un’energia pulita, ecocompatibile, altamente sostenibile, valida sostituta di quella derivata dai combustibili fossili.  

Questa forma di energia è nota sin dall’antichità, ma solo di recente comincia ad essere competitiva con le tipiche fonti energetiche da combustibile e le altre fonti rinnovabili; negli ultimi anni sia onshore (sulla terraferma) che offshore (in mare), passando per soluzioni intermedie di semi-offshore (in zone costiere o vicine al mare); si stanno apprezzando i primi significativi successi, in termini di produzione energetica.  

Lo sviluppo dell’energia eolica nel nostro paese, pur se in ritardo rispetto a paesi come Danimarca, Germania e Spagna (nel decennio scorso, grazie agli interventi d’incentivo sulle tariffe pagate al produttore di energia elettrica da fonte eolica), ha subito un grosso impulso positivo che ha portato all’installazione di un notevole numero di centrali, un po’ su tutto il territorio nazionale. Tale impulso, però, sta arrestandosi, a causa di un immaturo sistema legislativo - normativo e di un mercato ancora in fase di evoluzione; ultima, in ordine temporale, la sentenza 13 della Coste Costituzionale con la quale, lo scorso 30 gennaio 2014, si è dichiarata incostituzionale la legge sull’eolico della Regione Campania, ribadendo, in sostanza, che le Regioni non possono prescrivere limiti allo sviluppo della fonte eolica.

La distribuzione di potenza eolica installata in Italia, vede la netta prevalenza delle regioni meridionali ed insulari, in particolare la Campania e la Puglia.  

Diverse le perplessità che questo tipo di produzione di energia genera: forte è l’impatto dal punto di vista paesaggistico che l’istallazione dei parchi produce. Ad ovviare questo problema, e nel tentativo di ottimizzare la resa delle centrali, negli ultimi tempi ci si sta muovendo verso una soluzione che vede sempre più di buon occhio l’istallazione delle centrali in mare anziché sulla terra ferma. I vantaggi derivanti dall’eolico offshore sono molteplici e, secondo l’attuale stato delle arti, utili a compensare gli svantaggi. L’istallazione in mare ha dei costi molto più elevati rispetto a quella sulla terra, specie per quanto concerne la realizzazione e la manutenzione delle infrastrutture necessarie al funzionamento degli aereogeneratori, di convesso però genare quantità di energia inimmaginabili sulla terra ferma.

La regione Campania con la sua caratteristica posizione geografica che la vede incuneata tra il mar Tirreno e l’appennino, ma soprattutto con i suoi quasi 500 km di costa si rivela zona ideale per l’insediamento di centrali eoliche, avendo una notevole costanza di venti economicamente sfruttabili. Bisogna incentivare lo sfruttamento di queste correnti con adeguati piani di realizzazione che tengano conto dei vincoli paesaggistici. L’eolico è una fonte infinita di energia dalla quale dobbiamo tentare di trarre il maggior vantaggio possibile, nel rispetto dell’ambiente, delineando regole chiare e definite.

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26 MAR ’14

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