Da Rio messaggio di ecosostenibilità.
Quando la fede diventa anche esigenza di un mondo più pulito.

di Annalisa Lupo 

La salvaguardia del Creato passa anche attraverso l’utilizzo di stoviglie (piatti, bicchieri, posate, ecc.) biodegradabili, ecologici e compostabili. STOP alla plastica o alla logica dell'usa e getta altamente inquinante e deturpante per il nostro Pianeta. I giovani che hanno fatto tappa nel campus della Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro hanno utilizzato esclusivamente stoviglie usa e getta compostabili in Mater-Bi.

Mater-Bi è il nome commerciale di un tipo di bioplastica brevettato e commercializzato dalla Novamont, azienda chimica italiana, con sede a Novara: leader mondiale nel settore delle bioplastiche. Novamont in collaborazione con il ministero italiano dell'Ambiente e la Pontificia Università Cattolica di Rio, alla giornata mondiale della Gioventù appena conclusasi ha lanciato un progetto con lo scopo di coinvolgere milioni di pellegrini da tutto il mondo: limitare l’impatto ambientale attraverso l’utilizzo delle bioplastiche.

''Occorre una presa di coscienza più diffusa e più consapevole circa il problema del 'fine vita' di tanti prodotti di utilizzo quotidiano e, quindi, della produzione e dello smaltimento dei rifiuti, specialmente in eventi come la Giornata Mondiale della Gioventù'” - dichiara Felice Lo Faso, direttore generale di Novamont Spa - Bioplastics Business - 

Il Mater-Bi non è nuovo ai grandi eventi, lo scorso anno fu utilizzato durante le Olimpiadi di Londra. Terminato il pasto, tutte le stoviglie contaminate da avanzi di cibo, il cui riciclo sarebbe poco probabile o comunque del tutto anti economico, si possono gettare nella raccolta dell’umido: attraverso un processo di compostaggio, si decompongono in soli 90 giorni e vengono così totalmente riassorbite dall’ambiente; infatti, le stoviglie biodegradabili sono realizzate con materiali che ne garantiscono la biodegradabilità e compostabilità. Il Mater-Bi è costituito da amido di mais, di patate o di grano allo stato naturale, opportunamente trattato e mischiato con una piccolissima parte di polimeri sintetici, derivati essenzialmente dal petrolio, ma con procedimenti che ne rendono le molecole biodegradabili; sembra quasi frutto di una stregoneria! Come si possono trasformare sporche stoviglie in plastica e grandi quantità di packaging alimentare in fertile Humus? Semplice! Con il loro corretto smaltimento post uso, serve a poco, infatti, il progresso tecnologico se poi le bioplastiche vengono spedite in discarica, di qui la necessità di una sinergia tra i produttori di bioplastiche e gli enti addetti alla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, fine allo scambio di informazioni e innovazioni circa le possibilità di riutilizzo dei materiali.

Per ora il costo delle bioplastiche è ancora leggermente più alto rispetto a quello delle plastiche convenzionali, ma ci si sta attivando per stipulare importanti accordi di distribuzione con grandi produttori mondiali, di modo da poter immettere sul mercato piatti, bicchieri, posate compostabili ad un prezzo molto simile agli inquinanti prodotti in plastica tradizionali. A noi non resta che cooperare cercando ed acquistando solo plastiche a marchio bio e conferirle correttamente in pattumiera dopo il loro l’utilizzo.

#MaterBi #Novamont  #Bioplastiche

31 Luglio  2013


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