Eccellenze Campane

sostenibilità, accessibilità, economicità.

di Annalisa Lupo

 

 

Il “meglio” direttamente dal “produttore” al “consumatore”.

Eccellenze Campane, sorge a Napoli in via Brin 69 ed è un enorme polo dedicato alle eccellenze agro-alimentari della Campania, voluto dell’imprenditore Paolo Scudieri, presidente del Gruppo internazionale Adler, allo scopo di promuovere e valorizzare le eccellenze agroalimentari direttamente dal “produttore” al “consumatore”, concentrando in un’unica struttura le migliori produzioni regionali.

Il complesso, di ben 200 metri quadri destinati al pubblico, offre oltre 500 posti a sedere; al suo interno troviamo un panificio, un birrificio, un pastificio, un caseificio, una torrefazione ed un’area riservata alla pasticceria, cioccolateria e gelateria. Non un'enorme “supermercato” dove è possibile accomodarsi e consumare quanto si desideri, bensì uno spazio voluto per costituire un punto di incontro, nel quale sagomare una coscienza enogastronomica condivisa.  

Le energie sono convogliate nel progetto di individuare i migliori frutti del territorio Campano, un tempo vanto indiscusso della nostra terra, e riproporli al pubblico tentando, con essi, di educare ed informare, per creare una nuova generazione di fruitori consapevoli. Sapori e Saperi da riscoprire e capire. Non si può accettare di vedere nei supermercati cartelli con scritte quali “prodotto non Campano”. Si è fatta negli ultimi anni mala informazione e questo è andato a penalizzare il comparto di punta dell’economia locale che è appunto quello alimentare.  

Alla devastazione dell’inquinamento e allo sconforto dell’avvelenamento delle nostre terre si aggiunge la paura che tutto venga dato per compromesso. C’è necessità di salvare l’economia agricola della Campania: tracciare la filiera di un prodotto, rassicurare il consumatore che esso proviene da terra non inquinata, che è stato correttamente confezionato e distribuito. Ci vogliono etichette chiare, inequivocabili e soprattutto veritiere che riportino l’indirizzo di un sito di coltivazione e lavorazione visitabile e sottoponibile costantemente alle dovute verifiche.  

Le nuove fonti del business camorristico strizzano l’occhio a questa generalizzata paura d’acquisto. Qualche tempo fa su Repubblica Roberto Saviano faceva notare quanto fosse facile chiudere il cerchio e capire a chi fa realmente comodo che l’intera produzione campana passi per contaminata: quando i prodotti campani diventano invendibili, perché la diffusa paura ne fa crollare le vendite, questi entrano nel mercato illegale, dove in assenza di controlli, vengono mischiati i prodotti avvelenati, frutto delle terre compromesse, con quelli sani. I clan, a questo punto, li portano nei mercati ortofrutticoli dove i grossisti lì comprano a basso costo per rivenderli a caro prezzo come prodotti del nord con la famigerata l’etichetta “non prodotto in Campania”.

Non possiamo permettere che tutto ciò, continui ad accadere, ben vengano iniziative come questa di Eccellenze Campane se servono a fornire la dovuta educazione alla giusta alimentazione: consapevole e sostenibile. Dobbiamo sperare che arrivi un tempo in cui il cibo buono sia accessibile a tutti e che ognuno di noi sia in possesso delle informazioni necessarie per poter scegliere in modo consapevole cosa mangiare, ricordando magari, quello che è il paradigma ideato da Pedrini, “inventore” di Slow food: “se è buono è pulito, se è pulito è anche giusto”.

 

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29 Gen. ‘14

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