Differenziamoci.

Miglioramento del decoro urbano e il risparmio energetico: differenziare conviene!

di Annalisa Lupo


Salvaguardare l’ambiente risparmiando in bolletta.

“L'obiettivo di ridurre quanto più possibile la produzione di rifiuti indifferenziati, da smaltire nelle discariche o negli inceneritori, è un obbligo sancito dalla legge, ma è anche un preciso dovere civico.”

Queste le parole, con cui il Comune di Napoli ha deciso di accogliere gli utenti che visitano la pagina web del Comune nella sezione dedicata alla raccolta differenziata; “un obbligo sancito dalla legge” e prima ancora un “preciso dovere civico”. Si chiede ai cittadini, dunque, uno sforzo civico comune volto a cambiar fisionomia alla propria città. Sulle istituzioni, invece, ricade il compito di sensibilizzare, informare ed educare. Rivestire a nuovo Napoli è possibile: farle dismettere i lerci panni della città-spazzatura per indossare quelli della stupenda città d’arte cui è, idonea ad accogliere turisti e ospitare grandi eventi.

Circa 240 mila napoletani, nei quartieri di: Colli Aminei, Chiaiano, Rione Alto, Ponticelli, San Giovanni a Teduccio, Centro Direzionale, Bagnoli, Scampia e Posillipo (dove è presente il servizio domiciliare porta a porta) differenziano con successo i loro rifiuti. Per tutti gli altri il modello di raccolta differenziata prevede il conferimento dalla spazzatura in apposite campane e i contenitori stradali dove è possibile diversificare: carta e cartoncino, vetro, scarti alimentari, imballaggi in plastica e metallo, indumenti usati, ed in prossimità di alcuni negozi, farmacie e parafarmacie, pile esauste e farmaci scaduti.

Il materiale recuperato mediante la raccolta differenziata che si effettua in città va negli impianti di selezione e riciclo gestiti dal CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), il quale, una volta epurate dal materiale estraneo le diverse tipologie di rifiuto, le avvia ad un idoneo processo di riciclo, donandogli nuova vita sotto diverse spoglie.

Ma analizziamo tutti i benefici concreti derivanti dalla corretta differenziazione dei rifiuti.

Oltre ai nobili risvolti filantropici, di “un mondo più pulito”, sui quali è inutile dilungarci; differenziare i rifiuti derivanti dalle utenze domestiche e commerciali ha un concreto tornaconto economico. Seppur attualmente il porta a porta ha un costo di gestione decisamente superiore (stimato tra il 15 e il 30% legato alle ovvie necessità di più mano d’opera, tempo, organizzazione, etc.), a regime, questi dovrebbe garantire un notevole risparmio. In che modo? Analizzando le componenti economico, sociale, energetico, ambientale e culturale è dimostrabile che il porta a porta a lungo andare, diventi addirittura la modalità di raccolta economicamente più conveniente. Si tenga conto del solo risparmio legato ad ogni tonnellata di rifiuto mancante portata in discarica o all’inceneritore, il qual paradossalmente sarebbe sufficiente ad autofinanziare il sistema di raccolta. Una famiglia che usufruisce di un servizio di qualità a domicilio con ritiro gratuito su prenotazione degli ingombranti, che vede le strade che circondano la propria abitazione pulite, riceve gratuitamente tutta la strumentazione e il materiale per la raccolta, etc. è incentivata a tenere un comportamento virtuoso.

 

Utile a tal proposito sarebbe istituire un concreto criterio di controllo delle produzioni delle singole utenze; individuare un metodo che preveda una sorta di contatore incrementale legato al numero effettivo di kg/persona di rifiuto prodotto, ed in base a tale parametro calcolare la tariffa da applicare all’utenza. In termini pratici “meno secco non riciclabile si produce meno si paga”, questo spingerebbe i cittadini ad impegnarsi maggiormente nella raccolta differenziata, di modo da ridurre il volume dei rifiuti sversati in discarica, salvaguardando l’ambiente, recuperando materia e risparmiando in bolletta.

 

 

More info: http://www.comune.napoli.it - http://www.asianapoli.it - http://www.conai.org

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21 Maggio ’14

     

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