Decesso eco-friendly
75 euro per risorgere pianta
Tornare alla natura da oggi è possibile!

di Annalisa Lupo

Osservando la natura, ci s’imbatte in un concetto alquanto basilare, seppur infinitamente articolato e complesso: tutto nasce, si sviluppa e muore; volendo abbracciare un pensiero più esteso di palingenesi universale, si evince che l’intero cosmo è destinato a morire per poi rinascere. Quello della metempsicosi è un concetto presente in tantissime filosofie o movimenti religiosi. Ognuno di noi si è chiesto se esista nuova vita oltre la morte e se sia possibile rincarnarsi, non abbiamo basi scientifiche su cui poggiare nessuna delle risposte alle precedenti domande ma, oggi, grazie a un design spagnolo è possibile assicurarsi un eccentrico decesso eco-friendly.  Volendo essere leggeri, in pratica, è possibile <<morire per poi rinascere albero>>. Martìn Azùa, infatti, ha inventato un’urna cineraria biologica costituita da guscio di cocco, torba compattata e cellulosa, al cui interno è custodito il seme di un albero, che è possibile sceglie in base alle proprie esigenze e gusti. Il concetto è alquanto semplice: l’involucro della Bios Urn è totalmente biodegradabile, pensato per consumarsi in un breve lasso di tempo dopo essere stato interrato; le ceneri del defunto fungeranno, invece, da nutrimento per il seme della futura pianta. Una geniale trovata che consente di morire in modo ecologico, ritornando alla terra (e da oggi non più in solo senso figurato). La Bios Urn al prezzo di circa 75 Euro promette di restituirvi nuova vita dopo la morte; un funerale per così dire “tradizionale” attualmente ha un costo medio di mercato che si aggira intorno ai 6.500 Euro che in tempi di crisi sono un bell’esborso.

Da qui l’intuizione geniale che è valsa al suo ideatore non poca visibilità, sul web si sprecano i commenti sarcastici di chi vorrebbe rinascere pero per far pronunciare ai propri nipoti frasi del tipo “buone, le pere del nonno” o di chi nomen omen sogna di riemergere dal terreno ancora una volta “Pino”; insomma: una trovata del genere non poteva passare inosservata. Resta, ora, solo da capire se in un paese fortemente Cattolico, in cui il rito funebre riveste importanza indiscussa, essa possa attecchire. Basta comunque digitare su un qualsiasi motore di ricerca le parole “urna e biodegradabile” per rendersi conto che l’offerta aumenta giorno per giorno, tanto da accorgersi, che in rete già girano i primi ”falsi” e addirittura alcuni tutorial “fai da te” per costruirsene una: concludendo, che sia un modo per esorcizzare la morte o che si tratti di semplice curiosità i click mostrano che i tempi stanno cambiando e con essi, forse anche gli usi. Senza voler togliere alcun significato al rito funebre tradizionale, fenomeni quali cremazione e dispersione delle ceneri sono ormai prassi consolidate, del resto lo stesso codice di diritto canonico sancisce che: “La Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di seppellire i corpi dei defunti; non ne proibisce, tuttavia, la cremazione, tranne che venga scelta per motivi contrari alla dottrina cristiana.” Da qui, la chiara evidenza che si rimette a ognuno la scelta di cosa fare delle proprie spoglie, nessun limite dunque a chi ecologista in vita sogna una dipartita ecocompatibile.

 

More info: http://www.martinazua.com/product/urna/

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27 Ottobre 2014

 

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