Chiaro di luna

di Annalisa Lupo

 

Chi non ricorda i versi del compianto Jannacci che nelle notti di luna piena sopra i tetti riferisce delle virtù dei raggi di luna, capaci di ingenerare un’irresistibile tintarella color latte nella sua bella?  Sembra un controsenso, eppure, è notizia d’attualità l’invenzione di pannelli solari che funzionano con la luce lunare. Con la luna non ci si può abbronzare è vero, ma le singolarità del settore sono in espansione. I coniugi Chapin hanno inventato l'Interstellar Light Collector: un collettore di luce lunare, trattasi di 84 pannelli a specchio fissati su una "parabola", lo hanno posizionato nel deserto dell'Arizona e ne hanno fatto il loro business! I Chapin offrono per 10 dollari "scariche" di energia lunare e quel che è più insolito è che i visitatori che le hanno sperimentate, sembrano soddisfatti: dichiarano di aver provato una generalizzata sensazione di benessere e di profonda euforia. Naturalmente niente di scientifico. “Come spesso accade, la tragedia è stato l'evento scatenante che porta alla costituzione di ILA nel 2004. Salvare la vita di un amico affetto da cancro in fase terminale divenne missione personale di Richard Joseph Chapin”. Spiegano sul loro sito internet dove è addirittura possibile fare un virtual tour alla scoperta di come la fantascienza possa diventare realtà. “Only true visionaries see possibility when others see road blocks” (Solo i veri visionari vedono possibilità quando gli altri vedono blocchi stradali), dichiarano Richard e Monica. Sembra, infatti, che, nonostante le dovute perplessità, numerose ricerche stiano dimostrando che diverse lunghezze d'onda della luce hanno benefici effetti terapeutici a livello cellulare, inoltre, pare che queste terapie di luce siano particolarmente efficaci nel trattamento di alcuni tipi di disturbi depressivi. I Chapin vedono effettive applicazioni dei raggi di luce lunare non solo in medicina, ma anche in agricoltura, industria e biologia. A loro dire recenti ricerche suggeriscono che specie, come il Corallo sempre più in via di estinzione, siano particolarmente sensibili alla regione blu dello spettro della luce e che possano tali raggi aiutare o accelerare la loro crescita. Un’applicazione nel settore industriale, può essere ipotizzabile nel campo della fotopolimerizzazione per le materie plastiche più resistenti, adesivi, sigillanti, rivestimenti in metallo e altro ancora. Per ciò che concerne l’agricoltura, invece, con riferimento alla germinazione pare sia possibile stimolare o inibire il processo di crescita di piante e semi. D'altronde, citando J Ax e Dj Ged “la luna si dice muove marea e cuore umano”: è risaputo. Accantonando per il momento queste bizzarrie, a metà strada tra leggenda, poesia e verità scientifiche, l’effettiva efficacia benefica dei raggi di luna è ancora da quantificare e dimostrare del tutto, quel che è certo è che è possibile ottenere energia elettrica da un pannello solare sfruttando la luce della luna. Il riflesso lunare commutato in energia elettrica con i pannelli solari notturni non è più solo fantascienza, anzi l’architetto André Broessel ha appena messo a punto un sistema di lenti sferiche piene d’acqua per aumentare l’efficienza degli impianti solari fino al 35% in più: i raggi, attraversando questa sfera ad effetto lente, arrivano alle celle con una concentrazione maggiore rispetto al normale di quasi 10.000 volte. Oltre ai vari utilizzi industriali Broessel ha realizzato piccoli impianti ad uso domestico con lenti più minute, ma in grado di offrire un’efficienza anche pari al 40% in più dei normali collettori. Broessel assicura che questi pannelli solari utilizzabili di notte saranno in grado di fornire un buon fabbisogno di energia nelle nottate di luna piena. Restando con i piedi ancorati al terreno ed analizzando esperienze più “nostrane”: in mostra all’EnergyMed 2013 di Napoli, quest’anno tra i tanti stand ha attirato l’attenzione di molti uno strano pannello recante il cartello “Pannello Lunare scalda la tua acqua senza Sole”. Tecnologie e scopi diversi che però sono caratterizzati da un filo conduttore comune: ricavare dal nostro satellite energia pulita per i fini più disparati.  Segno che quel che fino a ieri era ritenuta pura fantascienza, oggi è realtà: possibile, tangibile e alla portata di tutti.

Napoliontheroad 24 aprile 2013

 

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