Le crepe stradali che dividono in due la città:

Salerno sotto i riflettori, tra innovazione e disagio.
Vere e proprie voragini spuntano dalla sera alla mattina, buche, dossi e sprofondamenti arredano le strade del centro città e della provincia.

di Annalisa Lupo

Dopo l’articolo di circa un mese fa edito dal Mattino di Napoli sull’allarme buche a Salerno, l’attenzione di cittadini ed enti preposti è aumentata; preoccupante il dato che riguarda le richieste di risarcimento, nella sola Salerno 941 in 8 mesi. All’angoscia per l’incolumità di ciclo e automobilisti si aggiunge quella per le casse pubbliche costrette a continui esborsi per far fronte alle richieste d’indennizzo dei danni.  

La città risulta spaccata in due, con zone limitrofe versanti in condizioni diametralmente opposte. Molto è il da farsi in zona Carmine dove risiede l’epicentro del disagio, come segnalato dal Comitato San Francesco. Nelle aree in prossimità della clinica Tortorella e del mercato di via Costantino l’Africano il lastricato a groviera ha tutto da invidiare alle vicinissime Via Lanzalone e Via Manganario, ripavimentate di recente con sfoggio di aiuole verticali e marciapiedi in betonellattiva. L’amministrazione prova a fare il possibile con la liquidità disponibile in cassa, tentando d’avere un occhio di riguardo per l’ambiente e il verde cittadino.  

La scelta è stata, infatti, per queste due vie, quella di porre in posa un peculiare rivestimento ad alte prestazioni fisicomeccaniche, la betonella per l'appunto. Si tratta di uno specifico tipo di malta fotocatalitica detta “mangiasmog”, in grado di abbattere i livelli d’inquinamento atmosferico. Tale eco rivestimento, a base di biossido di titanio assorbe le sostanze nocive.  

In pratica, grazie a luce e aria si attiva un processo di ossidazione che porta alla decomposizione delle sostanze inquinanti che vengono a contatto con la superficie del manto stradale, con la conseguenza di purificare l’aria depurandola dalle sostanze deleterie prodotte da fabbriche, automobili, riscaldamento domestico, etc… Scindere le molecole, di modo da trasformarle in composti non dannosi per l’uomo e l’ambiente, favorisce anche la loro rapida decomposizione: così, oltre  ad evitare l'accumulo di sostanze inquinanti, si conservano inalterate anche le caratteristiche estetiche del manto stradale permettendogli di avere superfici sempre pulite. Lungo le strade dove finora è stata utilizzata la betonellattiva, si è costatata un’effettiva riduzione della tossicità degli inquinanti ambientali.  

Ma l’opera non si ferma qui, nel progetto è stato previsto di realizzare marciapiedi, eliminare barriere architettoniche e migliorare l’impianto d’illuminazione pubblica, oltre che rifare il manto stradale e piantumare arbusti che contribuiranno ad aumentare il verde pubblico in una zona della città congestionata dal traffico e dallo smog. Previsti 2500 metri quadrati di verde pubblico orizzontale e verticale.

Ci si augura che nel più breve tempo possibile, l’opera possa essere estesa al resto della città e che col contributo della provincia si provveda a manutenere anche le strade periferiche del distretto, magari continuando a seguire questa scia di progetti che prevedono l’utilizzo di materiali innovativi e amici dell’ambiente.


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