Passeggiando pe’ Toledo

di Elena Lopresti

 

Ogni settimana l'associazione culturale Locus-Iste propone una passeggiata alla scoperta di Napoli. 
Un itinerario particolarmente interessante è quello che porta gli escursionisti alla visita dei Palazzi nobiliari di Via Toledo.
Nel 1523 viene nominato Vicerè Pedro de Toledo, il quale da via ad una serie di cambiamenti strutturali che danno un nuovo volto alla città.
La passeggiata parte da piazza Dante, sede dal 1588 dell'antico Largo Mercatello, la piazza è la prima in città a ricevere l'operato di Luigi Vanvitelli il quale su imitazione della Reggia di Caserta costruisce la facciata del Convitto in stile classico,con la colonna di virtù e i timpani. Nello stesso anno vengono inserite due strutture in granito che delimitano l'area tra via Cisterna dell'olio e il museo Nazionale. Tito Angiolini, allievo di Canova, innalza la statua di Dante posta al centro della piazza, diversamente dalla nicchia del Convitto dove era collocata inizialmente. 
Via Toledo nasce con una funzione militare, ai suoi limiti, infatti sono posti il Palazzo reale, edificato nel 1600, la reale cavalleria ( oggi Museo Nazionale) e in altro, Castel sant Elmo, a giustificare qesta tesi l'assenza di chiese che sono solo 4 lungo la strada. 
Il primo palazzo della visita è Palazzo Ruffo di Bagnara, restutturato dal Capo dell'Armata Francesco Ruffo, grazie ad un bottino ottenuto contro i turchi. La facciata è del 1700 e anche la chiesa di San Giuseppe dei Ruffi apparteneva alla famiglia. Il palazzo conserva il bugnato tipico napoletano ed i colori rosso, ocra. Con esaltazione liberty del primo 900 e scaloni monumentali che costituiscono la quinta teatrale per la facciata interna di Fanzago. 
Il secondo palazzo che incontriamo proseguendo il nostro cammino è Doria Settembrini dei duchi Doria d'Angri, da cui nel 1761 si affaccia Giuseppe Garibaldi per pronunciare il suo discorso dopo la conquista del Sud. Nel 1757 il duca MarcAntonio commissiona la costruzione del palazzo a Luigi Vanvitelli, proseguita poi dal figlio Carlo. La visione prospettica è a cannocchiale, fino al portone diametralmente opposto. La luce, elemento che ossessionava l'architetto, entra tramite un'enorme bocca esagonale, tuttavia la forma della struttura è trapezoidali, dovendo occupare lo spazio tra via Toledo e Monteoliveto, senza per questo creare spigoli per la circolazione. Il palazzo ha due entrate, un litigio con la famiglia Carafa determina la chiusura di un portone.  Storie che si ripetono! Nel 1590 viene edificato il Palazzo dello Spirito Santo, inizialmente sede della Cassa dei Depositi. Nel 1794 diviene Conservatorio e nel 1814 viene acquisito dal Banco di Napoli. Giunti a piazza Carità, è possibile visitare Palazzo Maddaloni, che affaccia direttamente sulla piazza, dove nel corso del 1700 si svolgevano le parate carnevalesche che coinvolgevano tutti gli abitanti della zona. La facciata di Tagliacozzi del 1784, all'interno del palazzo si nascose Luisa Sanfelice, in attesa di essere giustiziata. 
Entrando, invece, nella nuovissima metropolitana di via Toledo è possibile osservare le antiche mura dela città, ampliate da Pedro da Toledo, il quale include la nuova zona nella città, innalzando altre mura nel 1531. Una struttura che oggi appare moderna e invece è del 1563 è palazzo Tocco di Monte Miletto che conserva oggi solo lo stemma. Infine la passeggiata si conclude con la visita di Palazzo berio, rifinito da Giulio Romano, illustre pupillo di Michelangelo, dell'impianto originario  di Simone Vaaz resta la fontana. L'edificio passa a Giovanni Berio, gli spazi interni sono immensi con un salone con una capienza di 1000 persone ed un teatro ( oggi Augusteo) con 1600 posti, il giardino venne espropiato per la costruzione della funicolare. Nel corso del 1900 via Toledo cambia volto, apre il primo caffè il Gambrins e viene costruita la Galleria Umberto. Napoli è anche la prima città ad avere l'illuminazione a gas, il primo caffè chantant il Salone Margherita, la città subisce le influenze dell'industrializzazione e le mode della Bell Epoque. La storia dei palazzi napoletani è lunga, copre un arco temporale di undici secoli. La capitale, fino al 1861 è stata sede di un forte potere, questo è il motivo per cui illustri famiglie localie non si trasferirono nella città, contribuendo ad arricchirla dal punto di vista architettonico ed artistico. 
La prossima gita guidata, organizzata dall'associazione Locus-Iste sarà quella al Cimitero delle Fontanelle. Buona visita! 

08/01/2013 

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