Cappella Sansevero, l’ombelico di Napoli

di Elena Lopresti

Foto di file chilometriche per visitarla sono di questi giorni. Migliaia di turisti intrepidi alla scoperta del mistero si aggirano per i vicoli del centro storico di Napoli cercando il luogo tanto declamato. Napoletani che danno indicazioni in tutte le lingue, gesticolando con le mani, per aiutare gli avventurieri a trovarla. Stiamo parlando di Cappella San Severo. Luogo mistico di Napoli per eccellenza.

Si trova in una delle zone più antiche e vibranti della città, non lontano da quelli che furono i templi dedicati a Mitra e Iside, non lontano da dove dimorarono e passarono Giordano Bruno, Donatello, Caravaggio, Boccaccio e tantissimi altri nomi illustri. Non lontano dal Palazzo del Principe di San Severo, Raimondo di Sangro, il genio che ideò e concepì la Cappella così come la vediamo oggi. Il nobile che commissionò a Giuseppe Sanmartino la realizzazione del Cristo Velato, una delle opere scultoree più belle ed affascinanti di ogni epoca.

I misteri, i simboli e le didascalie di Cappella San Severo non sono semplici da decifrare e proprio per questo sabato 12 alle ore 19.00 l’associazione culturale Locus Iste ha organizzato la visita guidata all’interno della piccola “dimora inquieta”.

La visita rientra nella manifestazione patrocinata dall’Assessorato alla Cultura di Napoli “Una notte d’arte 2015”. Un evento giunto alla terza edizione invernale. Un’occasione per visitare il mausoleo funerario dedicato alla casata dei Sansevero senza fare lunghe file e accompagnati dalle eccellenti e preparate guide turistiche di Locus Iste.

La cappella fatta edificare da Alessandro di Sangro patriarca di Alessandria, ha origini seicentesche, sebbene leggende legate al luogo dove è stata costruita siano molto antecedenti. Fu, in seguito, il Principe Raimondo di Sangro, settimo principe della casata, a voler inserire, nei primi anni ’40 del ‘700, nel mausoleo le sculture marmoree oggi presenti.

Il principe è ricordato tra i più illustri Illuministi italiani e primo Gran Maestro della Massoneria napoletana, alchimista e scienziato. Nella Cappella oltre le statue delle Virtù e del Cristo Velato sono presenti al piano inferiore anche i macchinari scientifici che egli inventò, non curante delle accuse della Chiesa. I suoi studi sul corpo umano erano d’avanguardia per l’epoca e misero in discussione antiche certezze.

L’appuntamento con Locus Iste è alle ore 19.00 in piazza San Domenico e prevede un contributo di tre euro.

Per info: locusisteinfo@gmail.com

(Fonti utilizzate per l’articolo www.locusisteblog.wordpress.com e www.museosansevero.it)

8/12/2015

 

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