“Fate, sirene e samurai”
Canta la nuova generazione musicale napoletana

di Elena Lopresti

“Flotte de’ cieli stellati, brillano ancora pe’te” canta nel suo nuovo disco “Fate, sirene e samurai” Tommaso Primo, nel brano dedicato a Tommaso Cestrone, l’angelo di Carditello. Canta con Dario Sansone, voce dei Foja, come fratelli di una nuova generazione musicale napoletana, che ha tanto da darci.

Il secondo disco, prodotto dalla Full Heads e da Area Live, è uscito lo scorso 27 novembre e presentato allo spazio Nea di piazza Bellini contiene dieci ballate in lingua napoletana, scritte e composte da Tommaso a due anni dall’uscita di “Posillipo Interno 3” suo primo lavoro discografico.

Per l’occasione il primo video estratto è “Prayer for Kumbaya”, un brano dalle ritmiche tribali che incita all’amore tra i popoli e alla solidarietà per l’Africa, in realtà è scritto per tutte le persone sole e in difficoltà, che in questo momento storico in particolare sono costrette a soffrire. Un inno nato dall’animo sensibile di Tommaso: “E sì te sentarraje figlio ‘e nisciuno, acrobata d’a vita senza fune, sulo ‘nmiezo ‘o deserto e ‘nmiezo ‘e dune, Aize ‘a capa e guarda chella scia…”.

“Prayer for Kumbaya” non è l’unica canzone dal ritmo etnico, due ballate in particolare “Anime e Cartoon”, e “Caramella” riflettono la passione di Primo per il cantautore brasiliano Caetano Veloso. L’influenza del samba, delle sonorità e delle chitarre di Veloso è ben presente e cosciente nelle musiche di Tommaso. Che, ovviamente, non trascura le sue radici all’ombra del Vesuvio. “Neapolitan Love Stories” il brano registrato con Federica Ottombrino e Marilena Vitale, splendide voci del duo emergente Fede’n’Marlen, è un mix di sonorità partenopee e percussioni esotiche.

Un’altra canzone dalla ritmica napoletana è “Lena”, il brano che racconta l’amore di un giovane per una prostituta, o meglio, l’indifferenza per il giudizio degli altri di lei. Di chi ha scelto il mestiere, ma non ha perso la voglia di amare.

Tommaso coglie con metafore e immagini il mondo ricco di una Napoli sempre presente sullo sfondo e sempre vissuta in prima persona dal cantautore. Così in “Viola” ci racconta la storia di una ragazza “perla janca de’ tribunali” dalle “schiocche rosse comme ‘e ‘cceraselle” che subisce gli inganni di chi finge di amarla e la vergogna di chi non può sposarla perché non appartiene al suo ceto. “Viola” è il racconto delle differenze sociali che pervadono Napoli, viste da un ragazzo di Posillipo che è cresciuto nel ristorante del nonno a Marechiaro, dopo aver perso il padre, “in compagnia di cuochi, camerieri, clienti strambi e parcheggiatori abusivi”.

“Flavia e il samurai” e “Metafisica” sono le altre due romantiche ballate che si aggiungono alla quarta “Stella”, una poesia accompagnata dalle note avvolgenti del pianoforte suonato dal giovane napoletano Danise.

Ancora una volta la voce incantevole di Tommaso stupisce ed emoziona. Commuove chi lo conosce bene e colpisce chi lo ascolta per la prima volta. Le fate brasiliane volano sul mare dove abitano le sirene partenopee, innamorate di Samurai giapponesi. Fantasia o poesia?

9/12/2015

 

 

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