Tommaso Primo, nuova voce napoletana

intervista di Elena Lopresti

"Penso di essere stato un miracolato dalla città"...

La città ha una nuova voce, quella di Tommaso Primo, giovane cantautore in esordio con il suo primo disco " Posillipo interno 3", il cui primo singolo estratto "Gioia feat Ismael" ha sancito il successo sul web, con bel 60.000 visualizzazioni su youtube e migliaia di commenti positivi. Tommaso è un ragazzo cresciuto tra Posillipo e Chiaia, ha frequentato il liceo classico Umberto I, per scoprire poi, durante l'adolescenza la passione per la chitarra e per la musica, ma soprattutto per la scrittura di testi musicali, è proprio durante questo periodo, infatti, che compone il suo primo singolo " Canzone a Carmela", storia drammatica di una ragazza conosciuta che ha cercato e trovato la morte perchè in sovrappeso. Con la sua voce leggera, Tommaso, canta il suo dolore e la sua rabbia anche nei confronti di una società che non accetta il diverso.D'altronde lui è cresciuto proprio con chi spesso viene considerato emarginato, questo ispira il ragazzo a scrivere un altro singolo,  questa volta compreso nell'album "Posillipo Interno 3", "Geni analfabeti", confida ai lettori di Napoli on The Road: "Penso di essere stato un miracolato dalla città. Ho perso mio padre da piccolo e sono cresciuto nel ristorante di mio nonno e dei miei zii, in compagnia di cuochi, camerieri, parcheggiatori abusivi autorizzati, clienti strambi. Una categoria di persone che amo definire “geni analfabeti” e che ha trasmesso al sottoscritto di vivere un’infanzia unica. Grazie a loro ho avuto la fortuna di osservare la città da un punto di vista privilegiato. Il napoletano è la mia lingua, che mi permette di esprimere sfaccettature dell’anima che altrimenti non possono essere tradotte."Tommaso, infatti, sceglie la sua lingua, il napoletano, per esprimere le sue emozioni, una lingua musicale, e soprattutto la lingua della canzone napoletana". Nella musica napoletana ciò che conta è la canzone, non il cantautore o l’autore. Proprio in questi giorni, vedendo Sanremo, mi sono reso conto di come oltre ai generi musicali classici, come il melodramma e l’opera, in Italia l’unica forma di canzone inventata è solo quella napoletana. Dal mondo della poleis, alle cantate delle lavandaie del Vomero, alla tamurriata, a Carosone e Pino Daniele, fino al rap contemporaneo, tutte queste espressioni musicali hanno oltre che nella parola, sfaccettature simili anche nel suono. La canzone napoletana deve essere portata nel mondo con nuovi stili e nuovi argomenti. Io mi sento un operaio della canzone, un artigiano. La nostra città canta! Ad esempio, questa mattina tornando a casa, sentivo ogni persona cantare, è il mare stesso che canta. La nostra tradizione musicale è enorme non dobbiamo tralasciarla, ma darle più spazio"I video dei singoli di Tommaso, sono stati girati a Napoli, con la città che fa da scenografia con il Bosco di Capodimonte, le spiagge di Marechiaro ed i vicoli del centro storico, il regista Ugo di Faenza, ha cercato di mostrare come la musica del ragazzo nasca in città e dunque abbia bisogno della stessa per essere capita dal pubblico.  Alla domanda della scelta del nome dell'album, Tommaso racconta con un sorriso la storia di una ragazza conosciuta nell'autobus che tutti i giorni prendeva per tornare da scuola, la stessa ragazza per non rivelare dove abitasse, disse semplicemente di vivere in un interno 3 qualunque a Posillipo.  La musica del cantautore racconta la vita di tutti i giorni e svela la peculiarità del ragazzo di essere un attento osservatore, nel brano "The White Virgiliano's man" dedicato ad un uomo che la nostra generazione del '90 cresciuta nel parco di Posillipo conosce bene, gli ultimi versi sono una critica diretta proprio verso questa generazione? Tommaso risponde che  “Posillipo Interno 3” è il racconto di un microcosmo, della vita che i miei occhi hanno visto e il mio cuore percepito. Il brano “the white Virgiliano’s man” registrato con una chitarra e due percussioni, è proprio una parte di questo microcosmo, nella parte finale c’è tutto un mondo, una parte della mia generazione che bada più all’apparenza che all’essenza. Dovremmo imparare ad essere. Io poi sono di Marechiaro , è una zona di mare e di pescatori, come tutta Posillipo. Oggi vedo nel quartiere una borghesia, che pare quasi l’aristocrazia di altri tempi, distante dalla realtà e dalla città, che vuole dire la sua e occupare le posizioni di potere e di gestione. Ci sarebbe bisogno di un grande passo indietro e fare un bagno di umiltà." 
Una voce leggera, un ragazzo deciso che non si lascia influenzare dalla superficialità e crede fortemente nel mezzo musicale come arma per arrivare al cuore e all'anima. Possiamo ascoltare Tommaso ogni giovedì sul palco di "Briganti sul Palco" format teatrale ideato da Pino Mosca in scena al Duel o su Youtube dove il suo primo album è stato pubblicato interamente. 
Buon Ascolto! 

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