Pablo Picasso: "L'eclettismo di un genio"

 

di Elena Lopresti

 

Uno dei più grandi artisti del '900, la sua arte fu sinonimo di rivoluzione, il suo intuito permise di inventare ed approfondire un nuovo stile, il cubismo, e scoprire la quarta dimensione, il tempo.

Pablo Picasso, il genio eclettico le cui opere sono state esposte a Sorrento per i tre mesi estivi, ha registrato un successo di 20.000 visitatori, un grandissimo numero per la Fondazione Sorrento, l'onlus che ha ospitato, gestito e organizzato la mostra dedicata al grande maestro.

Luigi Gargiulo, direttore della Fondazione, racconta:

<< la mostra che avete visto ha richiesto oltre un anno e mezzo di lavoro di ricerca sul mercato d'arte, tra collezioni private e museali, le opere sono state scelte in base alla disponibilità ed alle scelte della direzione artistica della Fondazione.

Sono state esposte 9 serie di grafiche, ceramiche e tre opere, un quantitativo di opere impressionante per Sorrento e per l'Italia,  soprattutto considerando i modesti fondi economici della Fondazione rispetto ad altre realtà museali>>.

Le opere in esposizione hanno abbracciato l'intera carriera di Picasso dal 1904 al 1964, riuscendo così a realizzare un percorso completo dei vari stili dell'artista e delle tematiche toccate nelle sue opere: dalla "suite 168" composizione fantasiosa di critica alla società modernista alle "Sabbie Mobili" serie di dipinti che affrontano il tema del delicato rapporto tra artista e modello, della tensione emotiva che si crea con l'azione del vedere e dall'altra parte dell'essere guardati.

La "Venere Bianca" e la "Celestine" fanno parte della "Suite 167" un'insieme di 300 incisioni ispirate dalla commedia "Callisto e Melibea" di Fernando de Rojas del 1499, figure simbolo della Spagna ruffiana e licenziosa ritratta anche durante il "Periodo Blu".

L'amore, l'eros, ansia, l'elevazione sociale, i modelli paternalistici sono tutti argomenti elaborati nel lavoro del Genio che spesso attraverso la mitologia classica reinterpreta e critica temi appartenenti al mondo borghese.

<<Con Salvator Dalì siamo riusciti a raggiungere i 45.000 ospiti, con Picasso 20.000, ma in meno tempo. C'è da dire però che l'attrazione del pubblico verso Dalì è dovuta al suo essere prima di tutto un personaggio e poi un'artista, Picasso invece è un artista, è questo è il motivo per cui la mostra è stata in gran parte visitata da veri specialisti del settore.

Il pubblico italiano, che è quello che compone poi i grandi numeri, inoltre quest'anno è stato un grande assente rispetto all'anno scorso. Gli italiani quest'anno hanno girato poco>>.

Oltre i dipinti di Picasso, nella mostra è stato dedicato, per il secondo anno, uno spazio ai ragazzi del liceo artistico "Grandi" di Sorrento, che hanno reinterpretato le opere del maestro con l'utilizzo dell'arte della tarsia, una particolare forma di intaglio tradizionale sorrentino. La decisione è giustificata con l'impegno della Fondazione per e sul territorio, spiega Luigi: <<Noi siamo impegnati con la città e ci rispecchiamo con tutte le necessità del territorio ad esempio intervenendo sui monumenti con il restauro. Ciò che incassiamo dalle mostre, con un biglietto relativamente basso, non è, infatti, necessario per organizzarne altre, ma per investire sulla nostra città e per organizzare altre attività. La collaborazione con gli studenti del Grandi è stata già sperimentata con la mostra di Dalì, ed ha riscosso un grande successo di pubblico, è un lavoro che costa sacrifici, ma paga il nostro impegno.

 I ragazzi non si soffermano a vedere la mostra, ma interpretano l'artista a loro modo.

Il loro è un lavoro di grande qualità e attraverso l'utilizzo dell'arte tradizionale della tarsia sono in grado di rielaborare grandi opere, non possiamo non dare spazio a questi ragazzi!>>

<<L'obbiettivo della Fondazione Sorrento è quello di promuovere l'immagine ed il nome di Sorrento nel mondo e noi tentiamo di portare avanti questo compito con l'arte, e crediamo proprio di esserci riusciti!>> . 

 

15/09/2014

 

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