Maria Cinzia Mirabella


Maria Cinzia Mirabella, napoletana, sembra non fermarsi mai...

intervista di Elena Lopresti


Trent'anni di carriera come attrice, ed un ultimo successo come regista e scrittrice.

Maria Cinzia Mirabella, napoletana, sembra non fermarsi mai.

La sua commedia "Vacanze Turche" con Rosaria de Cicco, ha registrato un successo di pubblico inaspettato durante l'inverno e nella rappresentazione del 10 luglio all'Ortobotanico.

"Vacanze Turche" è un dialogo tra due donne sulla cinquantina in vacanze in Turchia, che condividono la stanza d'albergo con un moro molto attraente, sarà lui l'elemento di sfida e riflessione sulla condizione femminile nella nostra società.

Ma quali sono i suoi segreti?

Siamo stati con lei a prendere un caffè, per svelarli a tutto il pubblico napoletano.

 

Bella ed elegante, Cinzia ha iniziato a recitare negli anni '80 con registi come Crescenzi, Spezzaferri e Pacelli, proseguendo poi la sua strada a Roma dove ha lavorato con Italo Spinelli, Lorenzo Codignola, Quinto Parmigiani, Orso Maria Guerrini ed altri.

In televisione non sono mancate parti in "Un Posto al Sole" e nella "Squadra".

Maria Cinzia è una donna tenace, che a cinquant'anni continua a stupire.

 

Maria Cinzia cosa vuol dire essere donna oggi?

 

Oggi essere una donna vuol dire essere un guerriero.

Non solo alla mia età, in cui si arriva comunque facendo tutto un percorso fatto di scelte giuste o sbagliate, vittorie e sconfitte, e si continua a lottare.

Tutte le donne sono costrette a combattere, come le amiche quarantenni.

Le  trentenni sono  ancora un pò confuse,  in formazione e devono scegliere se essere single o sposarsi, per loro poi il futuro sembra più nero della mezzanotte.

Siamo donne e siamo sole e dobbiamo lottare contro  tutte le circostanze della vita senza un uomo affianco.

La società è cambiata e così il ruolo della donna che prima si affidava completamente all'uomo, che era l'unico ad occuparsi di tutto.

Invece noi abbiamo imparato ad occuparci delle bollette, a combattere per il il lunario, abbiamo iniziato a fare progetti e scriverli, anche le nuove generazioni non considerano più l'uomo come punto di forza, oggi le donne trovano la forza in se stesse.

Certo resta la condivisione, che è sempre un atto bellissimo, ma siamo diventate guerriere solitarie.

 

Cinzia, nel tuo ultimo spettacolo "Vacanze Turche" sei attrice, regista e scrittrice, quando hai iniziato a scrivere? Per te è stata una scoperta matura o una passione?

 

Scrivere per me è sempre stata una passione, non una scoperta o un fulmine a ciel sereno. Fin da ragazza, infatti, già curavo gli adattamenti dei testi teatrali.

A venticinque anni misi in scena come primo lavoro da regista, "L'angelo sterminatore"  unendo "Il vaso di Pandora" e "Lo spirito della terra" di Frank Wedeking, per cui la scrittura ha sempre fatto parte della mia vita.

Inoltre per indole, non avrei mai potuto essere solo un attrice, ho un carattere curioso e volitivo: recitando ho incominciato ad avere le mie visioni registiche e così piano mi sono avvicinata anche alla scrittura.

Quando hai in mente una scena, il passo successivo è quello di mettere tutto nero su bianco e così hanno iniziato a prendere forma personaggi e storie.

 

Quali sono gli autori a cui ti ispiri?

Sono molto attratta, dai così detti OUTSIDER, ma ci sono alcuni autori che ho conosciuto e che mi hanno sicuramente colpito come Silvano Agosti e Luca Del Bei, grazie a loro mi sono avvicinata a questo tipo di scrittura, molto diversa dalla nostra tradizione napoletana.

Noi, in un modo o nell'altro siamo tutti figli di Edoardo, permane sempre un'impostazione edoardiana in tutto quello che facciamo.

Invece durante il mio periodo romano, sono stata molto attratta dal tipo di scrittura e dalle tematiche portate in scena da loro, complesse forse per la stessa quotidianità.

Una scrittura di ampio respiro, che mi ha ispirato anche per i temi, come quello della coppia.

 Ad esempio con Luca Del Bei ed Enrico Lamanna scovammo uno dei primi testi scritti da Del Bei, "Amiche" composto da tre atti e portato in scena da due donne. io e Paola Fulciniti, il testo è molto dinamico e recitare mi ha fatto venire sempre più voglia di scriverne uno anche io.

 

Quali sono le tematiche che preferisci trattare?

Le mie storie sono quasi sempre al femminile, è un mondo che con tutto il rispetto trovo più interessante di quello maschile!

Nell'universo femminile ci sono sfumature e sfaccettature profonde e varie, è un modo di idee, sentimenti, solitudini, valori.

 L'uomo è al servizio di questo mondo e  funge da spalla per la donna che è la vera protagonista.

 

Nella commedia "Vacanze Turche" l'uomo è quello ideale...

Si, se proprio ci deve essere un uomo, meglio che sia ideale!

Certo, esiste la fisicità, ma è sempre più difficile trovare un uomo che rispecchi tutte le nostre aspettative, che non sono poche!

La speranza resta sempre e quindi l'uomo dei nostri sogni non lo cancelliamo mai dalla mente, ma lo sappiamo...la perfezione non esiste!

 

Come è nato "Vacanze Turche"?

Un giorno cercando sui siti di viaggio, lessi un commento ad un post di una signora appena tornata da un viaggio in Turchia e da lì ho avuto quest'idea.

All'inizio era un testo per quattro donne, successivamente per alcune problematiche è diventato un dialogo, botta e risposta, molto divertente tra me e Rosaria De Cicco.

Dovendo esibirci a Napoli, abbiamo usato il napoletano parlato come linguaggio ideale per raggiungere il pubblico e per esprimere al meglio l'universalità dei concetti trattati nella commedia.

Ti aspettavi questo grande successo di pubblico?

 

Ho sempre creduto che "Vacanze Turche" sarebbe piaciuto molto alle donne e invece ho scoperto con sorpresa un grande entusiasmo da parte del pubblico maschile.

Per l'uomo la donna è sempre una grande sconosciuta, uno strano oggetto incomprensibile. E la voglia di comprendere, gli uomini, neanche la dimostrano!

Si sentono sempre giudicati e scappano dal confronto, grazie alla commedia alcuni di loro hanno capito che il nostro mondo è variegato e pieno di interessi e che quando siamo sole non parliamo sempre di loro, come credono, forse perchè in realtà siamo noi donne il loro unico interesse (ridendo)!

 

Per esiste la solidarietà femminile?

 

Io sono una donna che nelle amicizie parte in quarta, poi ho un animo cameratesco con le persone di cui mi circondo, ma appena noto che ho sbagliato a percepire e la donna che mi trovo davanti è competitiva allora il mio rapporto cambia.

Sono rare le donne che non hanno questo tipo di atteggiamento, c'è sempre un voler primeggiare, forse innato ed ancestrale, e non sparisce!

Per fortuna, il mio datore di lavoro non è una donna!

 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Abbiamo una tournè con "Vacanze Turche" che sarà a Roma, Firenze, Torino e Salerno.

Uno dei miei sogni nel cassetto però, è il cinema, per cui la prossima sorpresa sarà una sceneggiatura che sto scrivendo ora!

Sono molto soddisfatta dell'ultimo spettacolo, e continuerò a combattere!

Vorrei ringraziare la Mediterranea Eventi di Tiziana Beato produttrice dello spettacolo e Andrea Axel Nobile direttore di produzione.

16/07/14

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