"Napulitan a teatro" 

 

Intervista con Valerio Jovine 

 

 

di Elena Lopresti

 

Esplosivo, dinamico, solare Valerio Jovine è il leader della band Jovine nata nel 1998 dalla collaborazione con il fratello Massimo dei 99 Posse. Quindici anni di musica festeggiati con un concerto particolare "Napulitan a teatro" del 19 dicembre 2014 voluto anche per precedere l'uscita del nuovo lavoro discografico previsto per il 2015.

Reduce dall'esperienza televisiva di "The Voice", Valerio quest'anno non si è mai fermato e con la sua voce e la sua energia è riuscito con la sua band a creare un'atmosfera unica a cui il pubblico del Teatro Bolivar non ha saputo resistere, ballando durante tutta la serata.

Jovine unisce l'amore per la musica e la denuncia sociale, elementi che portano il gruppo a produrre brani orecchiabili e ballabili e nello stesso tempo ad  far ascoltare testi su cui riflettere, come ad esempio il singolo "Ci sono giorni" contenuto nell'album "Ora" del 2005 riferito ai fatti avvenuti durante il G8 di Genova del 2001 o il nuovo "Superficiale".

Ma Valerio sogna sempre di "svegliarsi con l'odore della sua città" (Mai,mai,mai-Ora) e per questo continua a dare forza ed energie al sud e come il reggae è la preghiera contro le ingiustizie così con il napoletano canta le sue origini, radici che affondano in una terra cosmopolita che non ha mai smesso di suonare.

"So Napulitan" il suo brano di maggior successo feat 'O Zulù, voce dei 99 Posse,

ricorda con orgoglio l'appartenenza alla città che non porta, tuttavia, ad essere diverso da un jamaicano, un africano, un milanese o un albanese.

 

Valerio hai iniziato a fare musica molto presto, facendo molte esperienze e sperimentando e mixando vari generi, cosa credi di aver appreso dal tuo passato e cosa senti di lasciare nel presente?

 

Sento di avere voglia di emozionarmi. Oggi è diventata un pò più complessa la creazione di quello che faccio: prima scrivevo semplicemente perchè era un'esigenza, un'emozione che dovevo mettere su un foglio. Adesso sicuramente c'è qualcuno in più che segue la mia musica, quindi, non solo penso a cosa mi emoziona, ma anche a ciò che posso trasmettere alle persone. Per cui si è creato un meccanismo più complesso che mi fa riflettere di più sulle scelte che prendo, però la direzione è sempre la stessa, fare musica, aldilà delle etichette che vengono date. Spero di fare sempre musica che possa dare emozioni alle persone che mi seguono e spero che queste crescano. Ma soprattutto per ciò che mi interessava fare ad esempio con l'ultimo singolo "Superficiale": cercare con un ritornello semplice e musicale di dire qualcosa, è diventato sempre più difficile nella musica che sento, che ascolto, che gira, trovarne un significato ma che sia pure una stupidaggine.

In "Superficiale" parlo del bene e del male e ne faccio un mio confronto perchè spero di avere sempre un contenuto nelle cose che creo.

 

E di creare un rapporto con il pubblico...

 

Questa è la cosa che mi è sempre interessata tanto e per fortuna ci sono tante persone oggi che mi seguono. Ho sempre cercato di instaurare un rapporto di amicizia e succede, come è successo prima qua al concerto al Bolivar, che poi mi metto a salutare tutti quanti. Magari non mi ricordo tutti i nomi, perchè comunque non ho una buona memoria (ride), ma di faccia ho ben presente tutti i volti.  

Cerco di avere un rapporto umano, perchè se stai facendo musica per comunicare con la gente bisogna starci a contatto, infatti, in una canzone ho cambiato una frase da "mi piace stare 'n miez a via" a "mi piace stare 'n miez a vuje" quando la canto live,

perchè amo stare in mezzo alla gente. Io canto, qualcun altro fa altre cose, chi sbatte le mani e alla fine comunque siamo una comunità!

 

Nei vostri lavori siete partiti dal reggae ma avete sperimentato molto, come rendi unica la tua musica?

 

Quando ho tempo racconto spesso questa storia...Mi sono trovato a Procida, immerso in dischi reggae, dancehall, ecc e  stavo cercando di capire dove volevo arrivare con la mia musica. Era già uscito il primo album sperimentale di vari generi, ed in mezzo a questi dischi ho pensato: " vuoi vedere che il reggae...", e così ho incominciato a scrivere e a sentire un centinaio di concerti del genere per assimilare questa musica che mi piaceva tanto molto spesso in compagnia di mio fratello il batterista del gruppo. Però, credo che per essere interessante e diversa la musica, deve essere la tua musica, quindi pur conoscendo bene il reggae e tutti i suoi accenti, spero di fare sempre la musica mia, cioè spero sempre di trovare quello che dice : "si ma questo non è reggae!" Vuol dire che è riconoscibile.

 

Facendo trasparire la tua personalità...

 

Si, che può non piacere perchè comunque è la tua cosa, quindi è una cosa particolare, ma spero di non diventare mai troppo banale come canto in "Superficiale".

 

Stasera sul palco c'era anche la tua bellissima figlia che ballava con te sul palco,

cosa vorresti trasmettere alle generazioni future?

 

Buoni messaggi, perchè come dicevamo prima ci sono pochi contenuti, e dalla musica si possono dare delle buone sensazioni e vibrazioni. In questo mondo ci sono bei culi, belle donne, che figurati fanno anche piacere, ma non si può pensare che il mondo sia un posto superficiale, mi piace pensare che ci sia il bene universale e una buona vita anche dopo di me, per mia figlia. Questa è una speranza.

 

Resti al sud perchè?

Resto al sud perchè comunque qua c'è la mia vita, la mia famiglia e la stagione  è buona e se si potesse coltivare la marijuana sarebbe un posto meraviglioso.

 

Nella tua carriera hai lavorato e lavori con tantissimi artisti, sta sera hai duettato con DopeOne e i Pankina Krew, c'è un gruppo in particolare con cui vorresti esibirti?

 

C'è ne sono tantissimi ti dico la verità, con ogni artista si può trovare comunque qualcosa di bello da fare. Durante "The Voice" mi è capitato di lavorare con J-Ax, ma avvolte penso e se avessi collaborato con Raffaella Carrà? Per esempio un giorno mi piacerebbe lavorare con lei!

 

"Vedrò vedrai" a chi la dedichi?

Oggi la dedico a mia figlia.

 

22/12/2014

 

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