Keith Goodman a Napoli

Concerto del coro Vox Artis e dell’Orchestra San Giovanni

di Elena Lopresti

 

Giovedì 17 aprile 2014 si è svolto nella sala “vendite” dell’Istituto Colosimo, in collaborazione con l’associazione ViaNova, il Concerto del coro Vox Artis e dell’Orchestra San Giovanni diretta dal Maestro Keith Goodman.

I brani tipici dedicati alla Pasqua sono stati eseguiti dal coro, mentre l’orchestra composta da archi ha seguito alcune composizioni  in prima assoluta, tra cui due brani (Agnus dei e Stabat Mater) del Maestro Vittorio Starita (ex violoncellista del San Carlo)

La bellissima ambientazione dell’istituto è stata da scenografia per un concerto che ha allietato gli animi del numeroso pubblico presente, nel giorno di preghiera e riflessione rappresentato dal Giovedì Santo.

Vari gli autori scelti per la prima parte corale: Mozart, Haendel, Pergolesi, Giordani, Listz e Bruckner. La seconda parte del concerto, con orchestra, ha invece visto l’esibizione del baritono Maurizio Esposito (nei brani di Starita) e la prima esecuzione della Suite per Archi op.68 composta dal maestro Goodman.

Abbiamo intervistato il Maestro Goodman per i lettori di Napoli on the Road, il quale ci ha raccontato come è nata la sua passione per la musica e quali sono i segreti per imparare ad ascoltare e diffondere una tra le forme d’arte più auliche e solenni.

Keith Goodman nasce nel 1980 ed è un musicista italo americano, studia presso il Conservatorio di San Pietro a Majella ottenendo il diploma in pianoforte, composizione, strumentazione per banda, musica corale e direzione di coro. Nel 2009 inizia a dirigere l’Orchestra San Giovanni, una delle poche realtà stabili presenti sul territorio campano, costituita da professionisti e studenti.

Keith, come e dove nasce l’Orchestra San Giovanni?

L’Orchestra San Giovanni nasce a Napoli nel 2009 nel quartiere di San Giovanni a Teduccio dove avevamo a disposizione una sede per svolgere le prove (poi ci siamo trasferiti altrove, anche se ancora non abbiamo ottenuto una sede fissa) dunque il suo nome è legato al posto dove in principio ha svolto la sua attività, e dove abbiamo organizzato anche alcuni concerti. L’orchestra ha una composizione mista di professionisti ed allievi. La finalità è quella della promozione dell’arte e della cultura musicale in Campania e al di Fuori.

Quali sono le attività svolte dall’associazione per la conoscenza della musica classica?

Abbiamo organizzato concerti per le scuole per divulgare la conoscenza di quest’arte anche attraverso concerti lezione, avvicinando così i ragazzi allo studio della musica tramite un approccio alla tecnica degli strumenti musicali e alla spiegazione dei brani eseguiti.

Da che cosa è composto il vostro repertorio di base?

Eseguiamo un repertorio composto da tutto il grande repertorio classico, dal barocco al Novecento, spaziando anche alla musica da film e la canzone classica napoletana.

I brani eseguiti sono scelti da te?

Si, ma non sempre. Spesso ci sono richieste ed esigenze che dipendono dal contesto dove ci si esibisce, e dipende anche dal numero di musicisti richiesti; si può partire da un gruppo base di archi fino ad arrivare alla grande orchestra sinfonica che supera i 40 elementi, abbiamo comunque all’occorrenza una formazione completa di archi e fiati.

Il 15 marzo siete stati  protagonisti nell’esecuzione del Requiem di Mozart nella Sala Sisto V di San Lorenzo Maggiore, evento che ha avuto un grande successo di pubblico, quali sono state le tue impressioni?

È stato un evento importante, sia per la presenza del coro inglese di 80 elementi sia per la suggestiva sala di San Lorenzo Maggiore. Non ci aspettavamo una presenza del pubblico così evidente da non permettere addirittura l’ingresso a molte persone, avendo i concerti di musica classica un pubblico comunque ristretto composto in prevalenza da conoscitori della materia, siamo quindi rimasti sorpresi ed entusiasti.

Napoli è stata capitale della musica classica, perdendo ai giorni d’oggi questo primato, che consigli dai per la rivalutazione e la diffusione di questa splendida materi a?

Il problema non riguarda solo Napoli e la musica classica, ma l’Italia e l’arte in generale in ogni sua forma. Manca l’educazione diretta verso un pubblico medio alla conoscenza delle opere d’arte e della vita dei  compositori, il problema dovrebbe essere risolto anche e soprattutto a livello scolastico. Maggiori investimenti nel settore potrebbero dimostrare come l’arte e la qualità possono anche far ottenere un ritorno economico, basato sulla capacità di ogni essere umano di apprezzare con sensibilità le manifestazioni artistiche.

Quanto impegno è necessario per diventare Direttore d’Orchestra?

La direzione d’Orchestra presuppone degli studi seri di composizione, la conoscenza degli strumenti e del repertorio musicale; la tecnica base della direzione d’orchestra in sé non è difficile da apprendere, ma poi conta molto l’esperienza sul campo.

Progetti futuri?

Siamo sempre alla ricerca di concerti e attività musicali non sempre facili da trovare, nel mese di maggio dovremmo essere in scena con una rappresentazione della Serva Padrona di Pergolesi, in futuro sveleremo altri dettagli. In passato, invece abbiamo partecipato a varie manifestazioni tra cui un progetto Europeo svolto in Spagna che univa in tre orchestre giovanili sinfoniche (per un totale di 100 elementi provenienti da Italia, Spagna e Germania) fuse insieme, realizzando tre concerti.

In quale luogo speciale vorresti esibirti?

A Napoli certamente sarebbe bello il San Carlo. Tra i luoghi passati dove l’Orchestra si è esibita che ricordo con piacere ci sono il Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere, una stagione sinfonica al Teatro Bolivar di Napoli, Il Teatro Comunale di Caserta, il Teatro Mediterraneo, il complesso San Lorenzo Maggiore, Villa Doria d’Angri.

Che cosa rappresenta per te la musica classica?

È la musica per eccellenza, artistica, sebbene i ragazzi di oggi credano che la musica sia altro, mentre seguendola e apprezzandola può dare soddisfazioni che in altri tipi di musica più commerciale sono difficili da ottenere. La musica ha un valore assoluto in sè che va afferrato come messaggio oggettivo attraverso i suoni.

Elena Lopresti

23 aprile 201 4  

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