Stalking e Femminicidio. Parliamone!

 

 

di Elena Lopresti

 

Giovedì 12 dicembre nell’aula UIF del Tribunale di Napoli è stata presentato il secondo seminario sullo stalking ed il femminicidio, problematiche sempre più attuali nella nostra società.

Il dibattito, condotto dal Avv. E Console Onorario d’Albania Claudio Panarella, ha toccato il tema sotto vari aspetti, fornendo ai partecipanti una conoscenza amplia del fenomeno, in modo tale da poterne riconoscere quali sono le prime manifestazioni psichiatriche ed adattare il sistema giuridico-normativo a quello che è un processo sociale in aumento.

Il primo intervento è stato quello del Dott.d’Ambrosio esperto psichiatra forense, il quale ha sottolineato la natura nuova del fenomeno di stalking, non dissimile dal mobbing, motivo per il quale è necessaria una pratica individuazione delle manifestazioni, per poterne definire in sede giurisdizionale una quantificazione certa per il risarcimento della vittima, la cui sofferenza costituisce una chiara valutazione medico legale.  

Lo stalking si configura come un comportamento minaccioso con natura petulante e grave stato d’ansia propria o altrui volto al controllo della vita della vittima, la quale è costretta a cambiare stile di vita.

Il soggetto che attua lo stalinkg, spesso instaura con la vittima un rapporto d’idealizzazione ed erotizzazione ( chiamato in gergo splitting) , è interessante notare, riguardo quest’ambito, che le prime donne a denunciare una persecuzione del genere siano state Madonna e Jodie Foster negli anni ’90, sebbene, poi la tipizzazione è quella dell’ambito intra-familiare, nel quale vittima e carnefice sono a più stretto contatto.

Le motivazioni psichiatriche che muovono l’attore sono dovute ad una polarizzazione affettiva, secondo uno studio del 1997 condotto negli U.S.A.  sulla diffusione del fenomeno l’8% delle persone coinvolte sono donne, mentre il 2% uomini, il 50% dei casi sono denunciati, il 60% dei casi avviene durante relazioni intime in atto o in ambito familiare anche tra genitori e figli, con il 43% delle probabilità di violenza sessuale, le persecuzioni in genere hanno una durata di un anno, dopo il quale, se la vittima non da motivo di avvicinamento, tendono ad esaurirsi, frequente l’uso di minacce dovuto anche ad abuso di stupefacenti. Il profilo tipico e maggiormente ricorrente è quello di un uomo intorno ai 30 anni, single, disoccupato con un intelligenza superiore alla media, tratti psicologici positivi e tendenze criminale, il quale agisce per la mancata rassegnazione alla rottura  e proiettando i suoi malesseri sulla vittima. Le tipologie di motivazione sono cinque: rifiuto, vendetta; infimità; incompetenza, limitazione sociale; spavento; istinto predatore e attacco sessuale.

Il carnefice in preda ad ansie narcisistiche, svaluta la vittima  incidendo nelle aree in cui la persone tende a realizzare se stessa, soprattutto nel riposo e nella crescita professionale.

Dal punto di vista giuridico, è intervenuta la Dott.ssa De Lutzemberg della Procura per i minori, la quale ha sottolineato come sia difficile quantificare il fenomeno, sempre in crescita, data l’assenza di ricerche statistiche, l’ultima dell’Istat nel 2007, che non evidenzia tuttavia la comprensione del fenomeno e il suo variare nel tempo. L’Italia, dal punto di vista giuridico è avanti in Europa per la normativa, essendo stata la prima nazione ad aver introdotto nel sistema normativo, le direttive del Consiglio d’Europa tenutosi ad Instanbul nel 2011, le leggi dovranno essere adeguate al D.P.R. 488/88. L’aspetto più rilevante è che atti di stalking riguardano e sono anche attuati dai minori, per cui l’Art 61, n 11 del CCP, introduce il reato di violenza assistita in presenza di minori, le quali si impongono come una malattia ereditaria.

Per l’assistenza legale e non solo delle vittime esiste un centro antiviolenza fondato dall’Avv. penalista Giovanna Cacciapuoti, il centro costituito da sole donne fa parte del gruppo IRE, donne in rete contro la violenza, tuttavia, resta al singolo la capacità di resistenza al trauma che diventa una patologia infettiva.

Lo stalking che può degenerare nel femminicidio, attraverso il mezzo informatico ha avuto una diffusione capillare, a definire le caratteristiche del cyber stalking l’Avv. Pietro di Scala informatore giuridico. Ogni giorno lasciamo in rete una scia di dati, potenzialmente utilizzabili a nostro danno, i mezzi per l’invasione della privacy sono molteplici, dall’archivio informatico ai programmi di rilevazione dei tasti premuti sulla tastiera,l’incrocio dei ponti telematici, che può manifestarsi come furto d’identità che non ha territorialità, dato l’utilizzo mondiale di Internet.

 

(napoliontheroad – dicembre 2013)

 

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