Musica teatro e danza a San Francesco delle Monache

con l’Associazione DOMUS ARS

di Elena Lopresti

Nel XIV secolo vennero edificate la Chiesa ed il Complesso di San Francesco delle Monache per  il volere di Roberto d’Angiò di destinare le strutture come residenza ufficiale delle monache di Santa Chiara. Il progetto, i cui lavori risalgono al 1325, fu realizzato da Masuccio II e nel corso delle varie epoche storiche subì alcune modifiche strutturali, soprattutto tra il 1719 e il 1751, ad opera di Bartolomeo Vecchione, a cui si fanno risalire le decorazioni interne realizzate con stucchi e delle paranze in stile corinzio e Crescenzo Trochese, il quale invece progettò la facciata esterna e l’atrio. All’interno della Chiesa sono ancora custodite opere ed alcuni sepolcri rinascimentali, di Caterina della Ratta, contessa di Caserta (1511) e Giovannella Gesualdo (1480).

Nel monastero si rifugiò Giulia Gonzaga in fuga dalle incursioni del corsaro Barbarossa, fino al momento della sua morte avvenuta nel 1566, la nobildonna la cui bellezza viene decantata da Ariosto nell’Orlando furioso e da Bernardo Tasso, padre di Torquato, conobbe proprio durante il periodo napoletano lo scrittore spagnolo Juan de Valdes, stabilitosi in città dal 1533, fondatore del movimento francescano dell’Osservanza con sede proprio nella Chiesa di San Francesco delle Monache. Lo scrittore prima della sua morte, avvenuta nel 1541, fece la Gonzaga erede di tutti i suoi scritti religiosi, che ispirati dall’opera di Erasmo da Rotterdam, indagavano su un nuovo concetto di spiritualità.

La portata innovativa delle opere dello spagnolo, a cui faceva seguito un folto gruppo di intellettuali napoletani, fu la causa di  un’ondata repressiva da parte della Santa Inquisizione, venuta in possesso delle stesse dopo la morte della Gonzaga.

La posizione privilegiata della Chiesa ha permesso a questo luogo di essere, nel passato e nel presente, uno spazio centrale nella produzione e diffusione del sapere e della cultura.

Oggi, la Chiesa ospita il centro di cultura “Domus Ars” , un’associazione che propone al pubblico laboratori di danza, teatro e musica, mostre fotografiche, di pittura e scultura, nel cuore del centro storico di Napoli.

Gli eventi ed i laboratori proposti dall’associazione hanno spesso una matrice popolare, con l’intenzione di riportare in auge tutte le forme d’arte nate dalla tradizione, napoletana ed estera.

Non a caso possiamo collocare questi eventi in una cornice di sviluppo sociale e culturale del centro, in una zona che nonostante le sue bellezze resta ancora in uno stato d’abbandono e degrado, senza spazi verdi né possibilità di svago per i bambini del quartiere che possono invece contare sulle attività proposte dall’associazione per imparare a conoscere l’arte in tutte le sue manifestazioni.

Gli artisti fondanti la “Domus Ars” sono i  protagonisti della scena musicale nostrana:

Carlo Faiello, compositore per la “Nuova Compagnia di Canto Popolare” ed i “99 Posse” si esibisce nella Chiesa con lo spettacolo “ A Tamburo Danzante” .

La melodia delle antiche danze ed il suono delle voci della nostra terra sono interpretate da Giovanni Mauriello, fondatore della NCCP, dal 1967 simbolo della musica napoletana, dalle villanelle alle tamurriate, conosciute in tutto il mondo.

Infine, l’artista ispirato dai ritmi tradizionali ed i nuovi sound nati dal mix di sonorità globali, con “Pietrarsa”  Mimmo Maglionico  fa ballare tutti nel vortice creato dalle melodie degli strumenti provenienti da ogni angolo del globo, dalle ciaramelle arabe al basso elettrico, accompagnate da flauti, oud, buzuki e tammorre.

Buon Ascolto!

(napoliontheroad 27 marzo 2014)

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