Goran Bregovic
porta a Napoli il vento dell'est


I suoi brani sono composti da un mix di sonoritą balcaniche e folk-rock...

 

di Elena Lopresti

 

Vento dell'est, odore di Kupus corba e suono di Gusla.

Non siamo a Sarajevo, ma a Napoli per il concerto gratuito  di Goran Bregovic il 22 luglio alla Rotonda Diaz.

Il compositore e musicista bosniaco torna nell' amata cittą e regala al suo pubblico un concerto che tutti stanno aspettando.

I suoi brani sono composti da un mix di sonoritą balcaniche e folk-rock.

Nato  a Sarajevo nel 1950 da padre bosniaco e madre croata, Goran cresce sognando di diventare presto un musicista, ma i suoi desideri sono interrotti presto dal verdetto della scuola di violino: il ragazzo per loro non ha talento.

Nell'estate del 1969,  dopo aver imparato a suonare chitarra e basso, entra a far parte del gruppo Kodeski, iniziando ad esibirsi nel periodo estivo a Dubrovnik.

Proprio durante quegli anni, il musicista conosce Napoli e se ne innamora.

Con il gruppo Kodeski suonano tra la capitale partenopea ed Ischia ed arriva il successo grazie all'apertura dei concerti dei Pooh.

Nel 1971, torna a Sarajevo per iscriversi all'universitą di sociologia.

 Goran vive le atrocitą della guerra di Iugoslavia,  scoppiata per nazionalismi e alimentata da divisioni odiose.

Nella musica di Bregovic invece, quasi da contrasto all'amara guerra, gli strumenti tradizionali di ogni etnia e popolo balcanico trovano posto per comporre un suono unico e contemporaneo.

I suoi ultimi album "Champagne for Gipsy" e "Tales and songs from weddings and funerals" sono : "Echi dai matrimoni ebrei e zingari, canti dalla Chiesa ortodossa e la Chiesa cattolica,  invocazioni musulmane.

 La sua musica viene da quella terribile frontiera dove per secoli i cattolici, cristiani ortodossi e musulmani hanno fatto la guerra e vissuto insieme. La musica che la nostra anima riconosce istintivamente e il corpo saluta con un irresistibile desiderio di ballare". (Goran Bregovic Biography)

I suoi capolavori sono una reazione estrema alle accuse del mondo occidentale alla cultura rom e zingara.

Napoli attende con impazienza il compositore contemporaneo pił amato dai giovani, divenuto celebre nel mondo per le colonne sonore realizzate per ben trenta film, tra cui "Un train de Vie" e i "Giorni dell'abbandono".

Per una notte Goran renderą Napoli centro del mondo tra  oriente ed occidente.  

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=t4esViss83M  

16/07/2014

Condividi su Facebook