Custodire la Storia per passione

Il trascorrere del tempo, l’inevitabile e continuo mutare di esigenze e situazioni, trasforma, consuma e tende a disperdere le creazioni umane, grandi e piccole, che, generazione dopo generazione, ci accompagnano nel corso della vita, come ad esempio l’assetto di un territorio, la configurazione e l’aspetto di una strada, edifici, arredi, oggetti di uso quotidiano.

Poiché ogni cosa del passato racconta, in misure e forme diverse, la Storia , dovrebbe essere impegno di tutti curare la conservazione della memoria di ciò che il Tempo divora. Purtroppo è esperienza comune che pochi sono coloro che curano questa conservazione, compresi, talvolta, alcuni di quelli che vi sono preposti per istituto (e per stipendio). Perciò chi invece vi s’impegna, e in modo particolare quando lo fa esclusivamente per passione e per la collettività, merita la nostra gratitudine.

E’ il caso che voglio illustrare in questo articolo, in cui desidero far conoscere un’iniziativa intrapresa a poca distanza da casa nostra, che evidenzia come un’iniziativa di alcune persone appassionate di ferrovie ha reso possibile conservare la memoria storica di una realtà importante, un’infrastruttura che ha riguardato lungo tutto il Novecento la vita quotidiana di centinaia di migliaia di persone, memoria che, con ogni probabilità, senza questa iniziativa, sarebbe lentamente svanita.

Come molti sanno, fino a qualche anno fa esisteva una ferrovia secondaria, la Roma-Fiuggi -Frosinone, un’infrastruttura di grande utilità in un territorio carente di un’adeguata rete stradale e ricco di bellezze naturali e storiche.

La linea sorse nel difficile biennio 1916-1918 ed ha accompagnato per decenni la vita dei cittadini di quella parte del Lazio. Essa partiva dal centro di Roma, da un capolinea adiacente alla stazione Termini, e si sviluppava in due parti di diversa valenza, nel primo tratto in una zona che nei decenni ha assunto una sempre maggiore configurazione urbana, e nella restante parte correva fuori città.

Nel secondo dopoguerra, in un clima politico-economico più attento al trasporto automobilistico rispetto a quello su ferro, il tratto iniziale della ferrovia Roma-Fiuggi-Frosinone, avendo assunto una forte valenza di servizio urbano, è stato trasformato completamente per tale tipo di servizio, mentre la parte fuori Roma è stata fatta decadere fino alla sua chiusura nel 1984.

Quando una ferrovia viene abbandonata, i suoi impianti, stazioni fabbricati di servizio, binari, sede, tendono a scomparire, assieme a locomotori, carrozze e altri mezzi di esercizio.

Nel caso della Roma-Fiuggi, un ventennio di abbandono aveva avviato ogni segno o ricordo della parte fuori città verso una sua quasi completa sparizione.

E’ a questo punto che la passione per le ferrovie di alcuni privati, quali principalmente il geom. Giuseppe Arena figlio del Capostazione di Colonna dal 1931 al 1961, i suoi familiari, l’ing. Guido Ziccardi , il sig. Giuseppe De Grisantis ed altri appassionati hanno compiuto un miracolo.

Essi sono riusciti a farsi concedere in comodato l’uso di una delle vecchie stazioni abbandonate, quella di Colonna della ex ferrovia, in comune di San Cesareo, posta al km.25 della Via Casilina. Poi nei 600 metri in cui ricade la stazione hanno conservato i resti della ferrovia (armamento e pali della trazione elettrica) e hanno realizzato un museo, il “Museo Ferroviario della stazione di Colonna”.

Inoltre hanno ristrutturato il fabbricato viaggiatori adattandolo a fini museali; hanno ingrandito il piazzale aggiungendovi altri binari, in cui hanno ricoverato vari rotabili, locomotori e carrozze d’epoca, che in gran parte hanno restaurato. Hanno restaurato anche il Magazzino Merci con la prospettiva di adibirlo a sala riunioni o biblioteca specializzata. Colpisce il visitatore l’incredibile fedeltà storica con cui, mediante arredi ed altri oggetti originali dell’epoca, hanno ricostruito, all’interno del fabbricato viaggiatori, gli ambienti dei tempi passati, e, in maniera che suscita qualche commozione, l’ufficio del capostazione.

La passione dei fondatori del Museo non si è fermata alla sua creazione, ma continua ad operare. Oggi essi ne curano con ammirevole dedizione il funzionamento, la manutenzione, le nuove acquisizioni e promuovono la sua conoscenza attraverso il sito www.ferroviamuseo-colonna.it.

La loro passione viene premiata dal sempre crescente numero di visitatori.

Il Museo è comodamente raggiungibile dalla nostra città (uscita S.Cesareo della A1, stazione di San Cesareo del treno Roma-Cassino).

Antonio La Gala

 

  

 

 

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