SPREAD E BUONE MANIERE

 

Il famigerato spread finanziario sostanzialmente misura l’affidabilità, la stima generale, che si ha di uno Stato, dei comportamenti della sua gente.

In definitiva dipende dall’immagine di sé che quel paese offre..

Un aspetto non trascurabile dell’immagine che un paese offre è l’insieme dei comportamenti che ne evidenziano il livello di civismo, di rispetto degli altri, di educazione, tutti fattori di affidabilità.  

Sotto questo aspetto le ultime vacanze estive mi hanno scoraggiato.

Mi sono messo nei panni di un villeggiante straniero (proveniente da un paesi civile), che avesse villeggiato nel paesino che ho avuto occasione di osservare, frequentato solo da Italiani.

Il paesino è situato al baricentro di quattro regioni e credo che possa essere considerato un campione significativo dei comportamenti dei villeggianti italici, comportamenti da potersi ritenere qualitativamente, anche se in misure quantitative diverse, analoghi a quelli osservabili pressoché in tutte le altre località di soggiorno distribuite lungo la penisola.  

Trattandosi di un ricercato luogo montano il paesino è tradizionalmente frequentato non da orde di bagnanti ma da una tranquilla e civile media borghesia delle regioni confinanti.

Fino a poco tempo fa costoro frequentavano il luogo con educazione e in punta di piedi.

Senza commenti cito ora alcuni esempi di comportamenti (molto diffusi) dei suoi ospiti estivi di quest’anno, ad opera della (rinnovata) media borghesia delle stesse regioni confinanti.  

Nel cuore del paese, fra la gente, in ore centrali, un giovane tizio, che non mi meraviglierei di vedere dietro la scrivania di uno studio professionale, esce dal suo villino e, allungandosi ripetutamente verso l’alto, strappa rami di un albero dell’arredo urbano. Una volta raccolto un bel pò di rami, se ne torna nel villino. Gli serviranno per il barbecue.  

Una coppia di giovani, dall’aspetto “perbene”, non riuscendo ad aprire il portoncino della casa in cui dovevano rientrare, fanno leva con le chiavi fra i battenti del portoncino per forzare la serratura, sfregiando vistosamente il legno vicino alla serratura. La casa non è loro. Sono in fitto per quel mese.  

Fra i numerosi villeggianti che lasciano l’auto in sosta selvaggia, ostacolando tutto e tutti, uno esagera: parcheggia l’auto davanti un negozio, in posizione sconsiderata, ostacolando l’ingresso dei clienti. Il negoziante,  garbatamente, lo invita a spostarsi, indicandogli anche il divieto di sosta. Risposta del gentiluomo, con voluta e marcata inflessione dialettale, di una regione che notoriamente dissuade dal proseguire in discussioni perché dall’esito pericoloso: “è meglio per te che ti fai i fatti (eufemismo)  tuoi”.  

Un esercizio commerciale ha realizzato sul marciapiede davanti il proprio ingresso, un orso di cartapesta. Un bimbo vi vuole salire. Viene accontentato dai genitori. I quali poi pensano bene di accontentare il figliolo anche quando questo chiede la loro compagnia ”a cavallo dell’orso”.

Finale: l’orso quasi si sfascia. Reazioni della famigliola (e di non pochi spettatori) agli scricchiolii: una grande risata collettiva.  

Bicicletta selvaggia. Sui marciapiedi impazzano gare ciclistiche di velocità fra bambini, spesso anche piuttosto grandicelli. Una coppia di anziani, a rischio rottura di femore, eccepisce. Coro delle giovani madri dei bambini: “non vedete che sono  criature. Addò anna cammenà ?”  

Per non buttare giù un articolo lungo mi fermo qui, ma c’è materia per pagine e pagine.

Sorvolo sulla fitta rete di conversazioni con i cellulari con cui villeggianti “devoti” accompagnano in chiesa momenti, anche solenni, delle celebrazioni liturgiche domenicali 

Sorvolo sul libero scorazzare di cani, di ogni razza e di ogni taglia, con relativi liberi sfoghi a bisogni fisiologici, sui prati destinati ai giochi dei bimbi, sotto i cartelloni “Divieto di introdurre cani”. Libero cane il libero Stato. Se ascolti i loro padroni che si fermano a conversare, ti accorgi che per lo più si tratta di professionisti, insegnanti, dirigenti, ecc. Maschi e femmine.

Sorvolo sui cocci di bottiglie di birra lasciati sui prati di cui sopra, fra i piedini dei bimbi; sul vandalismo delle aiuole e dell’arredo urbano, sulle cartacce gettate a terra, e tante altre cose “minori”.

Sorvolo sulla colonna sonora ad alti decibel ravvivata da un turpiloquio che una volta si sarebbe definito “da caserma, da suburra, da trivio, da taverna” e che oggi, per aggiornamento, si può definire “da televisione”.  

Questi comportamenti incivili, anche per mano di fasce sociali non “disagiate”, diventano di anno in anno sempre più accentuati, vistosi, diffusi. Il grave è che non solo indicano una caduta in picchiata delle forme, chiamiamole “estetiche” del vivere associato, ma (e questo è il grave) evidenzia l’idea di base che, diffusamente e a tutti i livelli, si ha del rispetto della società.

I (sempre meno) turisti stranieri, educati a comportamenti, presumo, da “diversamente villeggianti” cosa pensano?  Ravvisano uno spread nelle buone maniere, nei comportamenti?.

Domanda: questo spread dell’immagine italica quanto contribuisce, in termini di euro, allo spread dei famigerati mercati finanziari?

 

Antonio La Gala , settembre 2012

 

 

 

 

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