Il teatro Augusteo (continuazione)

 

Il teatro Augusteo sorse, come abbiamo già visto in un precedente articolo, nella seconda metà degli anni Venti del Novecento, progettato dall’architetto Foschini e, per la parte in cemento armato, dal giovane Pier Luigi Nervi, che qui anticipò temi strutturali e figurativi che poi svilupperà nelle sue opere più note in altre città d’Italia.

Nervi rivestiva il doppio ruolo di progettista e di contitolare dell’impresa costruttrice, la Nervi e Nebbiosi”.

L'impianto generale iniziale del locale si rifaceva alla tipologia classica settecentesca dei teatri "a palchetti", con una sala centrale di 30 metri di diametro, su cui si affacciano quattro ordini di palchi ed una grande galleria. La capacità era di 2500 posti.

La coesistenza di una struttura tecnologicamente all'avanguardia, con l'immagine tradizionale interna del teatro, ricca di rifiniture tratte dal repertorio belle époque, di specchi, marmi, stucchi e pitture ornamentali, rispecchiava l'anima dell'Augusteo, peraltro immagine della città.

Il teatro infatti era destinato al mondo della borghesia conservatrice napoletana, ancora reduce e memore dei fasti della belle époque di qualche decennio prima, la quale, a contatto con la modernità, ne adottava l'innovazione tecnologia ma non quella culturale. L'Augusteo fu inaugurato l'8 novembre 1929, con la proiezione del film "Volga", un colossal dell'epoca. Seguì un decennio di splendore. Il locale era attrezzato per rappresentazioni di prosa, canore, per music-hall, per proiezioni cinematografiche, grandi spettacoli popolari come la Piedigrotta , concerti ed altro ancora.

Compilare l'elenco di compagnie ed artisti che vi si sono alternati, significa raccontare la storia del meglio dello spettacolo di quel periodo.

Gli eventi della seconda guerra mondiale non potevano non incidere sulla vita del teatro. Si racconta che durante un bombardamento si vide Totò scappare in maniche di camicia.

Il locale fu costretto a chiudere, per essere riaperto agli inizi del 1945 dagli Alleati, che lo ribattezzarono Red Star Club (Circolo della Croce Rossa).

Per qualche anno l'Augusteo sembrò tornare ai tempi migliori: vi si esibirono Josèphine Baker e Lucy D'albert. Poco dopo, però, il locale cominciò a declinare, avviandosi a funzionare solo come sala cinematografica di secondo ordine. Il declino culminò a metà degli anni Cinquanta, quando furono murati i palchetti e furono occultate le decorazioni interne.

Fortunatamente, agli inizi degli anni Novanta Francesco Caccavale e la moglie Alba si impegnarono a farlo risorgere, procedendo ad un restauro radicale che ha riportato il teatro al suo originario splendore.

La sera del 12 ottobre 1992 si alzò lo stesso sipario rosso degli anni migliori, fortuitamente ritrovato.

Da allora i cartelloni vedono avvicendarsi sul palcoscenico dell'Augusteo i maggiori nomi dello spettacolo, come nei suoi primi anni di vita, dalla commedia brillante alle opere impegnate, dalla canzone al balletto.

 

Antonio La Gala , novembre 2012

 

 

Condividi su Facebook