L’antica Salita Arenella

di Antonio La Gala

 

Lungo la bimillenaria strada che i Romani chiamavano “Via Puteoli-Neapolim per colles” -l’unica strada che allora collegava per via di terra la zona flegrea con il centro di Napoli, scavalcando, appunto, le colline - di fronte ad una villa datata 1809 situata nella parte alta di via Salvator Rosa, in prossimità della fermata della metropolitana collinare, si dirama “Salita Arenella”, un percorso che troviamo sulle mappe più antiche della città.

La Salita raggiungeva il cuore del Villaggio Arenella, oggi corrispondente sostanzialmente all’area attorno a piazzetta Arenella, dove si affaccia la tardo cinquecentesca parrocchia di Santa Maria del Soccorso, e proseguiva, dopo la parrocchia, lungo le attuali via Massari e via Presutti, per raggiungere il panoramicissimo borgo Due Porte all’Arenella, luogo eletto di villeggiatura fin dal Cinquecento.

 

In questo articolo tratteremo solo del tratto che sale fino alla parrocchia, che è anche quello che conserva l’antica denominazione. 

 

Delle costruzioni che la storia ha seminato lungo questa Salita, modeste e grandiose, piccole e grandi, importanti e insignificanti, oggi s'intravedono sparse reliquie casualmente scampate alle squallide edificazioni del secondo dopoguerra.

Fra le pregevoli antiche costruzioni accenniamo solo ad alcune ville.

 

Una è quella della famiglia “De Mari”, un cui discendente, Francesco De Mari, è ricordato nella sopravvissuta edicola votiva del 1884, visibile vicino all’ingresso della villa aperto su via Salvator Rosa. L’edificio padronale è noto per essere stato una casa di cura con il nome “Clinica Poggio dei Mari”, nome dato per ignoranza storica ed esteso alla strada, essendo solo una citazione “ad orecchio” del nome della famiglia, visto che il mare non c’entra per niente, nemmeno nel panorama.  

La villa più importante della Salita è quella denominata Lieto-Garzilli, dai nomi dei proprietari che si sono succeduti, costruita fra Seicento e Settecento dal duca Lieto di Polignano poi, in seguito a vari passaggi, finita in proprietà ai conti Garzilli e infine demolita nel secondo Novecento. La villa

fu costruita su precedente costruzione, in cui pare siano stati rinvenuti antichissimi reperti.

Nel primo Novecento nella villa si svolgevano spettacoli organizzati da Francesco Garzilli, amante del teatro, ed essa era un cenacolo d’artisti di primo piano che si riunivano a casa del compositore Evemero Nardella, ricordato da una lapide apposta sul fabbricato attuale che ha sostituito la villa.  

All’incrocio della Salita con via Orsi un fabbricatino datato 1867 ricorda la famiglia Raimondo, che, con la famiglia Potenza, era fra i maggiori proprietari della zona.

Gli edifici che sorgevano lungo Salita Arenella in passato erano indicati con l’aggiunta “ai Gradoni” e la Salita era denominata anche "Via Gradoni", perché alcuni tratti erano costituiti, appunto, da rampe in pietra.     

La Salita era ricca anche di edifici religiosi, in particolare cappelle; se ne trovavano sia interne alle ville che affacciate sulla strada. Fra esse merita particolare menzione quella splendida settecentesca di Villa Garzilli, demolita assieme al resto. Ancora nel Novecento vi celebrava Messa un cardinale, fratello di una marchesa che abitava nella villa.

Fra le cappelle affacciate sulla strada ricordiamo quella di Santa Maria (talvolta ricordata come Sant'Anna) ai Gradoni,  e quella dell'Immacolata ai Gradoni.

Santa Maria (o Sant'Anna) ai Gradoni, l'abbiamo localizzata all’incrocio con via Orsi. 

Prima che in quell’angolo negli ultimissimi anni sorgesse un nuovo fabbricato, se ne vedevano le reliquie in tre gradini che sporgevano sul marciapiede, in corrispondenza dello spazio vuoto lasciato, decenni prima, dalla demolizione di una vecchia costruzione.

Anziani del posto ricordano che vi si svolgevano funzioni religiose fino agli anni Sessanta.

Più su, la cappella dell’Immacolata ai Gradoni, oggi sconsacrata ed utilizzata per attività profane, l’abbiamo individuata al civico attuale 19-E, vicino ad un portale, solitario superstite di un’altra antica villa.

E' invece di recente costruzione, a metà Salita, la chiesetta, pure dedicata all'Immacolata, alle spalle della chiesa omonima, chiesa aperta al culto nel 1964. Essa fu la cappella antesignana dell’insediamento dei frati francescani che negli anni Cinquanta realizzarono il complesso religioso che da Salita Arenella arriva a Piazza dell' Immacolata, salendo via Francesco Nuvolo.

I frati si insediarono in un primo complesso costituito, appunto, dalla chiesina di Salita Arenella e da un convento di quattro stanze, a fine dicembre 1956.  

La Salita termina in piazzetta Arenella, lo spazio antistante la parrocchia di Santa Maria del Soccorso, il cuore del Villaggio Arenella dei secoli scorsi.

La Chiesa sorse ad inizio Seicento, quando la Controriforma  aumentò il numero delle parrocchie dappertutto e ne istituì una in collina, che è stata l’unica parrocchia collinare fino a metà Ottocento.

Una lapide sulla facciata ricorda i parroci della chiesa dal 1599 al 1999.

La piazza e i suoi dintorni hanno conservato a lungo un’atmosfera sei-settecentesca, oggi persa. Il mutamento è iniziato con le sistemazioni stradali degli anni Venti del Novecento.  

In quella occasione fu abbattuta la presunta vicina casa natale di Salvator Rosa, alias Salvatoriello.

Per “risarcire” l'artista fu sistemata una sua statua  nella piazzetta, di fronte alla parrocchia, statua che negli anni Cinquanta fu spostata due volte per finire poi al centro di Piazza Muzii.

Chi sa quante volte anche Salvatoriello sarà passato anche lui per Salita Arenella.

 

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